Discarica di ingombranti al Canaletto

Divano, materasso, gomme, la carcassa di un cane: ignoti hanno abbandonato tutto lungo la strada

FELTRE. Una discarica di ingombranti, con un divano, gomme dell’auto e persino una carcasse di animale, è quella che è apparsa giovedì mattina su una delle piazzole di sosta della strada del Canaletto in comune di Fonzaso. Se ne è accorta la referente di uno dei gruppi di eco-volontari, che si sono costituiti in seno alla Unione montana feltrina per la gestione dei rifiuti differenziati, mentre accompagnava i nipoti a scuola.

«Questa strada io la faccio tutti i giorni", spiega Carmen Da Col. «Quindi so per certo che questo scempio fino a mercoledì non si è visto. Mi sono fermata e ho documentato quello che è stato scaricato, probabilmente da un furgone viste le impronte lasciate sul terreno. Peraltro è stata gettata anche la carcassa di un animale in avanzato stato di decomposizione, mascherata parzialmente da un cartone sopra il materasso da buttare. Ciò che resta della bestia faceva pensare a un cane, tipo spinone a giudicare dal pelo. Anche quella buttata là, in mezzo a un mucchio di rifiuti, fra cui un divano e appunto il materasso».

La segnalazione è stata fatta al comune di Fonzaso e già nel pomeriggio di ieri non c’era più nulla. Ma l’episodio fa riflettere. Primo, perché non è la prima volta che si utilizzano le piazzole per disperdere rifiuti che devono essere conferiti all’ecocentro. E questo nonostante cartelli di divieto scarico rifiuti su tutta la strada che collega Travagola ad Arten, quindi Pedavena a Fonzaso.

Ma così tanti, così grossi e così sgradevoli come questa volta, finora non se ne erano ancora visti. E lo sa bene il gruppo di eco-volontari, formato da una decina di persone, che opera in quelle località.

«Quando abbiamo fatto la prima bonifica», si spiega dal gruppo, «siamo riusciti a riempire un camion di immondizie di tutti i tipi, ad eccezione degli ingombranti come frigoriferi e divani o letti. Abbiamo accatastato gomme di auto, persino batterie esauste gettate sul suolo, anche se tutti sanno che questi sono rifiuti inquinanti, e infiniti sacchetti delle immondizie, quelli che si lanciano dal finestrino della macchina quando si va a lavorare. Dal numero di sacchetti della spazzatura, abbiamo ragione di credere che ci fosse proprio una cattiva abitudine. Che poi ci sembra sia rientrata perché, a parte qualche caso sporadico, non ne abbiamo più notati in grandi quantità».

Fino a giovedì mattina, quando la referente del gruppo e altri cittadini che percorrono quella strada, si sono ritrovati la discarica davanti agli occhi.

«Sembra quasi un gesto provocatorio», riflette Carmen Da Col. «Le energie impiegate per compiere questo gesto, a rischio e pericolo di chi lo fa, sarebbero state le stesse per arrivare all’ecocentro comunale».

Laura Milano

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