Diffida della Lav, la corsa appesa a un filo

Attesa la decisione del tribunale di Belluno sul ricorso dell’associazione animalista
Il banchetto della Lav
Il banchetto della Lav
FELTRE.
Un altro giorno trascorso sul filo, tra una notifica del tribunale e una decisione attesa dalla questura, fra un sopralluogo - l’ennesimo - a Pra’ del Moro e l’ultima riunione sul regolamento. Non c’è pace per il Palio, stretto fra le contestazioni e la voglia di andare avanti. Per tutta la giornata di ieri si è attesa invano una decisione del tribunale di Belluno sul ricorso presentato dalla Lega antivivisezione contro l’uso della pista di Pra’ del Moro. Nel peggiore dei casi, la decisione - rimandata a oggi - potrebbe vietare l’uso dell’impianto fino ad una nuova verifica della sua idoneità. Il pensiero toglie il sonno all’Atf e ai quartieri, peraltro già provati da settimane di duro confronto con gli animalisti e con la commissione veterinaria.


Un giorno d’attesa, per lo più inutile. Le decisioni che tengono il Palio ancora appeso ad un filo sono rimandate a oggi. Ma questo martedì di sofferenza e incertezza sarà ricordato a lungo.


Buongiorno con la Lav.
L’associazione animalista “attacca” su due fronti, fin dal primo mattino. In largo Castaldi monta un gazebo con il quale invita apertamente i feltrini a disertare la corsa dei cavalli. E’ un banchetto pacifico e una manifestazione composta, quella allestita a due passi dal mercato. «Domenica contiamo di ripetere questa stessa iniziativa. Vogliamo informare la gente, parlare, spiegare le nostre ragioni», dice Marco Scapin. «Chi teme azioni spericolate o manovre di disturbo non ha capito niente».

Contemporaneamente in tribunale arriva sul tavolo del giudice Raffaele Massaro la diffida-intimazione spedita dagli avvocati della Lav contro lo svolgimento della corsa dei cavalli a Pra’ del Moro. E’ un esposto urgente e si attende una decisione rapida, in giornata.


Passaparola.
L’idea che il Palio possa essere sospeso per una verifica sull’idoneità della pista comincia a circolare fra i quartieri e tiene in ansia il presidente dell’Atf Dino Cossalter. Fra la tarda mattinata e il primo pomeriggio le telefonate non si contano ma col passare delle ore prende corpo l’ipotesi di un rinvio della decisione.


Protesta congelata.
Intanto anche la questura prende tempo prima di decidere se concedere lo spazio di Pra’ del Vescovo alla Lav per la sua protesta in concomitanza con lo svolgimento della corsa dei cavalli. La presidente dell’associazione animalista Kelly Callegher ha presentato una nuova richiesta di autorizzazione lunedì pomeriggio, tagliando i tempi della manifestazione di qualche ora (quattro anziché sette). Ma mentre l’altra associazione, 100% Animalisti, ha già ottenuto il via libera per un sit-in nell’area di piazzale Parmeggiani, l’autorizzazione per la Lav è congelata.


Di nuovo in pista.
Nel primo pomeriggio i veterinari tornano alla spicciolata sull’anello di Pra’ del Moro per controllare l’avanzamento dei lavori sulla staccionata. Alla fine l’intervento risulterà in linea con quanto chiesto dalla commissione e la staccionata sarà completamente chiusa da tavole che la rinforzano e impediscono ai cavalli di farsi male.


Il ricorso si ferma.
Fra le 17 e le 18 da Belluno filtra la notizia che l’esposto della Lav è stato momentaneamente bloccato. Il giudice Massaro l’ha esaminato e poi girato al giudice designato, Gabriella Zanon. La decisione è rimandata a oggi. Da Bologna l’avvocato della Lav Giovanni Adamo, firmatario della diffida, si conferma «moderatamente ottimista sull’esito dell’iniziativa» ma rimanda ogni commento a dopo la decisione del tribunale. Quartieri e Atf tirano un sospiro di sollievo. Ma è solo uno, perché gli impegni incombono e all’orizzonte c’è un’altra giornata campale, quella di oggi.


Ancora polemiche.
In serata si riuniscono le rappresentanze dei quartieri e l’Atf per le ultime decisioni sul regolamento. In ballo ci sono ancora l’uso del frustino e i dettagli sullo stallaggio dei cavalli, che arriveranno in città soltanto domani mattina. Alla riunione non prendono parte i veterinari. Ma non per scelta. Filtra il loro malumore: «Non ci hanno invitati». E se finora la commissione ha retto il confronto sulle regole, l’ultimo scoglio è proprio quello del frustino. Se i fantini insisteranno per usarlo, domenica ai bordi della pista potrebbe non esserci neppure uno dei cinque veterinari della commissione. Avanti col brivido, fino all’ultimo.

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