Dieci anni fa l’addio Heineken a Pedavena
PEDAVENA. Dieci anni fa come oggi, alle 11 di mattina, in Assindustria a Belluno i rappresentanti della multinazionale olandese Heineken annunciavano la decisione di cessare la produzione di birra nello stabilimento di Pedavena.
Dieci anni dopo quell’annuncio shock, destinato a segnare una tappa nera nella storia industriale feltrina e bellunese, i lavoratori dello stabilimento di Pedavena rinato sotto l’egida del gruppo Castello guardano con fiducia al futuro. Pur nelle immancabili diffcoltà provocate dala crisi economica e dai fattori stagionali come l’estate piovosa che ha fatto contrarre i consumi di birra nel nord Italia.
A ricordare i dieci anni trasscorsi da quel drammatico giorno sono i rappresentanti rsu dello stabilimento di Pedavena, Edi Marcabrun, Lucio Faoro, Roberto Turrin. Heineken decise di chiudere la storica fabbrica, sottolineano, «malgrado nel periodo precedente lo stabilimento di Pedavena avesse ricevuto riconoscimenti di altissimo livello».
Le rsu ricordano la mobilitazione in favore dei lavoratori che coinvolse tutta la provincia: «Gli sforzi dei lavoratori, dei sindacati, delle istituzioni, del clero, della comunità che si è stretta intorno a questa chiusura ha dato luogo ad una massiccia raccolta di firme». Furono circa 40.000 le firme raccolte, ricordano. Una battaglia che portò, il 4 aprile 2006, alla ripresa della produzione con il marchio della birra Castello.
E ora la fabbrica di Pedavena è tornata protagonista del mercato. Ci sono le difficoltà – «Fra il tempo e la crisi economica che riduce i consumi il magazzino si è quasi riempito e il personale in parte usufruisce di ferie vista la produzione ridotta», dicono le rsu – ma ci sono anche i passi avanti verso la crescita. «Nel corso del 2014 è stata installata a Pedavena la linea lattine dismessa dallo stabilimento di San Giorgio di Nogaro», dicono infatti le rsu, «per cui a Pedavena abbiamo sia il confezionamento di birra in bottiglia, che in fusto e lattina, in vari formati. Fra l’altro l’azienda ha messo in cantiere anche il confezionamento in fusti in Pet per un mercato che in futuro dovrebbe dare grosse soddisfazioni».
«Nel corso di questi anni ci sono stati investimenti mirati per l’ampliamento delle cantine», sottolineano ancora i rappresentanti dei lavoratori, «con il posizionamento di ulteriori 3 tanks verticali. È stato creato un nuovo percorso visitatori con un museo ed un locale per la vendita di materiale pubblicitario e birra. In confezionamento, oltre alla citata linea lattine, è stata acquistata una fardellatrice automatica per confezionare le bottiglie con film termoretraibile. È in fase di completamento il nuovo impianto trattamento acque. A breve è previsto l’ampliamento del magazzino stoccaggio prodotto finito». Passi in avanti, insomma, che spingono le rsu ad aspettarsi «Un continuo miglioramento con investimenti in particolare nel settore produttivo, una migliore organizzazione con una programmazione più efficiente ed un ricambio generazionale, con l’assunzione di giovani, per dare continuità allo storico birrificio di Pedavena».
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