Dal finto cliente alla fuga: tutto in sessanta secondi

MILANO. Sessanta secondi di terrore. Un video, quello pubblicato mercoledì da Corriere.it (poi rimosso dall’autorità giudiziaria), che documenta, attimo dopo attimo, l’assalto del commando di banditi...

MILANO. Sessanta secondi di terrore. Un video, quello pubblicato mercoledì da Corriere.it (poi rimosso dall’autorità giudiziaria), che documenta, attimo dopo attimo, l’assalto del commando di banditi alla prestigiosa orologeria Franck Muller. Il primo a entrare è un giovane stempiato, capelli corti scuri, carnagione chiara; ha un foulard celeste al collo e indossa una giacchetta blu, camicia beige e jeans blu. Si sfila gli occhiali da sole e suona alla porta. Gli apre Federico Marchiorello, l’addetto alla sicurezza in completo nero e camicia bianca. L’uomo finge di essere un cliente, lo si vede parlare a Marchiorello (in inglese, spiegherà il bellunese) e tergiversare. L’uomo è sulla porta, impedisce all’addetto alla sicurezza di richiuderla. Pochi istanti e arriva il primo rapinatore con il passamontagna e una mazza nelle mani. L’uomo indossa jeans e un cardigan blu scuro col cappuccio. Colpisce la porta a vetri mentre il finto cliente cintura alle spalle Marchiorello, che cade a terra e viene colpito più volte con la spranga dal secondo bandito entrato nel negozio. Uno dopo l’altro, irrompono gli altri rapinatori, uno, con la camicia a quadri, afferra un’ascia da pompiere. Un quarto bandito indossa una felpa bianca, un altro indossa un maglione turchese.

Mentre l’uomo con la mazza continua a colpire Marchioorello e a urlargli «stai fermo, bastardo», gli altri spaccano le teche e riempiono uno zaino di orologi. Il primo giovane a essersi presentato nel negozio resta sulla porta, fa il palo. Poi si copre il naso con un foulard e guarda fuori in strada, prima a destra e poi a sinistra. Poi i cinque scappano svelti.

Ora tocca agli inquirenti capire da dove provenisse questo commando. Chi sono i cinque rapinatori. Bocche cucite, ma c’è chi sussurra la parola Pink Panther, una sorta di federazione di rapinatori serbi e montegrini, autori di colpi a Milano, Roma, Londra, addirittura a Tokyo.

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