Da Pos nominato liquidatore «Studiamo come risparmiare»

BELLUNO. È stato nominato il liquidatore della Sportivamente Belluno. È Patrick Da Pos, che della società era l'amministratore. Sportivamente Belluno è stata messa in liquidazione temporanea per far...

BELLUNO. È stato nominato il liquidatore della Sportivamente Belluno. È Patrick Da Pos, che della società era l'amministratore. Sportivamente Belluno è stata messa in liquidazione temporanea per far fronte alle difficoltà della società, che si è ritrovata con il capitale sociale totalmente eroso da un prestito di 477 mila euro fatto a Nis ai tempi dell’amministratore unico Pio Benvegnù.

In più c'è un vecchio credito che Sb ha nei confronti sempre di Nis, e che risale ai tempi della scissione fra le due società: il deficit complessivo di Sportivamente Belluno è quindi di 505 mila euro. Spetterà a Patrick Da Pos trovare le strategie per ripianare il debito, attraverso un piano di rientro che non potrà prescindere dalla riduzione delle spese energetiche, che costituiscono una voce molto importante del bilancio.

«Ci stiamo attivando per verificare quali interventi possiamo effettuare nel campo del risparmio», spiega Da Pos, che martedì ne discuterà con il sindaco Massaro e con alcuni assessori comunali. Da quell'incontro usciranno proposte valide per ripianare il debito di Sportivamente Belluno.

Nel frattempo, assicura Da Pos, «l'attività della società, e quindi delle strutture che gestisce, andrà avanti senza interruzioni o problematiche». I dipendenti non sono a rischio e nemmeno il servizio che viene fornito agli utenti: la piscina rimarrà aperta, la Spes continuerà a ospitare le partite e gli allenamenti delle squadre che la utilizzano. Lo stesso varrà per il Polisportivo e l'impianto del rugby a Villa Montalban.

Sportivamente Belluno è una società sana, che a fine anno realizza utili, e la decisione di metterla in liquidazione è stata presa all'inizio di aprile dal consiglio comunale (a maggioranza) per riportarla in sicurezza. Il prestito fatto alla Nis (477 mila euro) ha eroso il capitale sociale, portandolo sotto il minimo di legge. Il Comune, socio unico, aveva due alternative: ricapitalizzare la società (ma la Corte dei Conti non apprezza molto questa strategia) oppure aprire una procedura di scioglimento temporaneo e reversibile. Il liquidatore deve fissare un piano di rientro a beneficio dei creditori e, riportata la società in sicurezza, si revoca lo scioglimento. Difficile ipotizzare adesso quanto tempo ci vorrà: «Nel prossimo mese prepareremo il piano di rientro», spiega Da Pos. «Martedì ne parleremo anche con il Comune perché si devono fare interventi per il risparmio energetico. Per la società queste sono le spese più consistenti, vanno ridotte».

Fra le ipotesi c'è quella di sostituire le lampadine con quelle a basso consumo, ma non si escludono altri interventi. «La società può comunque effettuare investimenti, anche se ha un deficit», precisa l'assessore al bilancio Erasmo Santesso. «Se l'investimento è teso a rientrare del debito che ha, è possibile».

Quindi per Sportivamente Belluno si aprono molte strade nel campo delle energie rinnovabili. Per quanto infine i pagamenti ai creditori, c'è già un accordo di rientro. (a.f.)

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