Da Pian: «Non siamo una lista civetta»

CASTELLAVAZZO. Luciano Da Pian, candidato sindaco della lista civica “Castellavazzo Domani”, si presenta per la seconda volta nella corsa alla poltrona di primo cittadino di Castelavazzo.
49 anni, impiegato dell'Ater, Da Pian è sposato con due bambine e vive a Belluno: «Ho deciso di riprovarci con molta umiltà per il bene del paese. So che non è facile, visto che nei piccoli comuni le amministrazioni uscenti sono molto forti e quest'ultima ha fatto bene. Sottolineo il fatto che siamo una lista civica; io stesso, dopo essere stato per anni vicino alla Lega, non milito in alcuna formazione politica».
Quali sono i punti principali del suo programma amministrativo?
«La famiglia deve essere al centro di tutto.Dobbiamo creare nuovi sistemi di tutela sociale per monitorare tutte le situazioni di disagio che ben conosco con il mio lavoro. Per questo sarebbe utile istituire uno sportello famiglia in Comune. Poi dovremo continuare a valorizzare il patrimonio storico, con il fiore all'occhiello dei musei degli scalpellini e zattieri, anche per fini turistici. Sarebbe bello sfruttare meglio anche alcuni eventi, come la festa del patrono di luglio, per attirare visitatori».
«In questo periodo, con la Provincia ancora a rischio soppressione, bisogna avere voce forte in Regione. Bene, a Venezia conosco diverse persone e quindi mi farò valere, battendo i pugni se necessario».
Tema chiave sarà quello della fusione dei Comuni...
«È un mio cavallo di battaglia già dal 2009, quando la situazione economica era molto migliore. È l'unica via d'uscita, naturalmente rispettando le peculiarità dei territori. Per la fusione non penso solo a Longarone, mi piacerebbe coinvolgere anche Ospitale e Soverzene».
Veniamo alla composizione della squadra.
«È variegata, con poca esperienza amministrativa, ma con tanta buona volontà. Tutti sono legati a Castellavazzo, anche se non residenti in zona. I candidati sono Emidio Valmassoni (autista gestore di una ditta locale), Sabrina Ruzza (impiegata), Roberto Roni (promotore finanziario), Ester Del Vesco (casalinga), Giovanni Casol (panettiere) e Marco Lovat (artigiano)».
Come risponde alle accuse di scarsa pubblicità elettorale e di essere una “lista civetta?
«Noi conteniamo i costi e puntiamo più sul porta a porta che sui volantini, che sono uno spreco di carta. Per quanto mi risulta, dovevano esserci tre liste come cinque anni fa... Come detto, non siamo una lista civetta ma civica: facciamo tutto alla luce del sole».
Enrico De Col
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