Contro le crisi del lavoro in provincia, Cgil, Cisl e Uil in piazza sabato a Feltre

L’evento dal titolo emblematico “Il lavoro oltre i Giochi” vuole portare l’attenzione alla vigilia delle Olimpiadi sul tema critico dell’occupazione in provincia. L’allarme dei sindacalisti: «Politica, industriali, parti sociali e cittadini uniti per salvare le imprese, altrimenti qui sarà un disastro senza precedenti»

Da sinistra i segretari Denise Casanova (Cgil), Francesco Orrù (Cisl) e Sonia Bridda (Uil)
Da sinistra i segretari Denise Casanova (Cgil), Francesco Orrù (Cisl) e Sonia Bridda (Uil)

Alla vigilia del passaggio della fiaccola olimpica in provincia di Belluno, Cgil, Cisl e Uil territoriali danno vita a una grande manifestazione unitaria per riportare al centro il lavoro, il futuro del territorio e le condizioni di vita delle persone che ogni giorno vivono e lavorano in montagna.

L’appuntamento è sabato 24 gennaio a Feltre, con ritrovo alle 9.30 davanti allo stabilimento della Hydro. Da qui partirà il corteo che raggiungerà piazza Maggiore, dove interverranno segretari e delegati di Cgil, Cisl e Uil di Belluno, il presidente della Provincia Roberto Padrin, la sindaca di Feltre Viviana Fusaro, l’assessore regionale Dario Bond e i consiglieri veneti Silvia Calligaro e Alessandro Del Bianco.

Con l’iniziativa “Il lavoro oltre i Giochi” le organizzazioni sindacali intendono affermare con forza che il futuro del Bellunese non può esaurirsi nell’evento olimpico.

La provincia sta attraversando una fase estremamente delicata, segnata da importanti crisi aziendali – come Hydro, Edim Bosch e Ceramica Dolomite – e da una crescente preoccupazione per il rallentamento del settore dell’occhialeria, legato anche al calo dell’export verso gli Stati Uniti. Situazioni che rischiano di aggravare un processo già in atto di desertificazione industriale, perdita di attrattività e impoverimento del tessuto produttivo.

A tutto questo si sommano problemi strutturali noti e irrisolti: la carenza di servizi, l’accesso sempre più difficile alla casa, un trasporto pubblico insufficiente, collegamenti inadeguati e un mercato del lavoro che inizia a mostrare segnali di debolezza. Il quadro è ulteriormente aggravato dal calo demografico e dall’invecchiamento della popolazione, dinamiche che mettono a rischio la tenuta sociale ed economica dell’intero territorio.

Per Cgil, Cisl e Uil è dunque indispensabile rilanciare l’attrattività del Bellunese: senza giovani, famiglie e nuove professionalità la provincia rischia di perdere definitivamente slancio. Rendere il territorio un luogo dove sia possibile vivere, lavorare e costruire il proprio futuro significa garantire lavoro stabile e salari adeguati, politiche per l’abitare, servizi accessibili, formazione di qualità, infrastrutture moderne e un sistema socio-sanitario capace di rispondere ai bisogni dei cittadini, a partire dalle fasce più fragili.

Essere attrattivi significa anche saper costruire una contrattazione di qualità, che riconosca il valore reale del lavoro e redistribuisca crescita e produttività. In una fase di crisi ormai evidente, Cgil Belluno, Cisl Belluno Treviso e Uil Veneto Belluno denunciano come le istituzioni, a tutti i livelli, sembrino oggi concentrate quasi esclusivamente sulle Olimpiadi, dimenticando la quotidianità di chi vive e lavora in montagna.

Un territorio che, finora, sta subendo soprattutto i disagi legati all’evento, con uno scarso coinvolgimento reale delle comunità locali e un’eredità concreta che appare ancora difficile da immaginare. Il rischio è che, spenti i riflettori internazionali, non resti nulla, se non le macerie sociali prodotte dalla crisi in corso.

Per questo i segretari generali delle tre Organizzazioni sindacali Denise Casanova (Cgil), Francesco Orrù (Cisl) e Sonia Bridda (Uil) ribadiscono la necessità di “una grande intesa sociale per il rilancio del territorio bellunese, che metta al centro lo sviluppo sostenibile, gli interessi dei cittadini e dei lavoratori, il lavoro di qualità, l’innovazione e una crescita equa. Un’intesa che richiede la capacità di fare sistema, coinvolgendo sindacati, imprese, amministrazioni pubbliche e tutte le parti sociali, perché solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile costruire un futuro solido e duraturo per il Bellunese, oltre i Giochi olimpici”.

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