Cortina, minacce contro la sorella: libertà vigilata confermata
Il giudice chiede una relazione al Dipartimento di salute mentale di Pieve

Perseguitava e minacciava la sorella: confermata la misura di sicurezza della libertà vigilata per una donna cadorina in assenza di una relazione aggiornata da parte del Dipartimento salute mentale di Pieve di Cadore.
Il giudice Federico Montalto ha fissato una nuova udienza per il mese di ottobre e ha disposto che il Dipartimento sanitario del Comune bellunese mandi all’ufficio una nuova relazione sulla situazione. All’imputata, che aveva affidato la difesa all’avvocato di fiducia Sergio Montoneri (deceduto), è stato assegnato il difensore d’ufficio Gino Sperandio: il legale, all’inizio dell’udienza, ha fatto mettere agli atti che la donna ha contattato informalmente un altro avvocato, ma che non risulta un mandato fiduciario.
Il pregresso
Perseguitava una delle due sorelle con azioni violente: sottoposta alla misura cautelare della libertà vigilata con prescrizioni, è stata portata in tribunale per stalking. Nella prima fase del processo, la vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Eugenio Ponti e, compatibilmente alla valutazione del giudice, chiederà i danni a fine procedimento. La difesa, invece, da ieri è stata affidata all’avvocato Gino Sperandio al posto di Montoneri (deceduto).
Le condotte persecutorie
Le condotte persecutorie sarebbero iniziate nel 2024 a Pieve di Cadore. La donna avrebbe provato a colpire la sorella lanciando vari oggetti come una scopa, uno stendino e un sasso, fino ad un mattone di grosse dimensioni, che se fosse andato a segno avrebbe provocato danni importanti.
La parte offesa aveva quindi chiamato i carabinieri, ma l’intervento non era andato a buon fine perché la sorella si era dileguata nel nulla prima dell’arrivo sul posto dei militari sul posto.
Azioni multiple
Inoltre, ci sarebbero stati dei danneggiamenti all’esterno dell’abitazione e minacce con frasi forti riportate in alcuni post nei social network. In più, ci sarebbe stato il tentativo di introdursi nel furgone del marito della parte offesa.
Tutti comportamenti che hanno provocato un forte stato d’ansia e preoccupazione nella vittima degli atti persecutivi, impaurita dalla sorella. Il giudice valuterà se la parte offesa, a fronte delle continue minacce, abbia dovuto cambiare radicalmente le proprie abitudini quotidiane, non potendo condurre una vita normale: uno stato che avrebbe compromesso anche la vita dei suoi figli. La donna, infatti, non usciva più dal proprio alloggio se non per una passeggiata al parco, in maniera da non essere di nuovo presa di mira dalle azioni della sorella.
La querela è stata presentata il 27 giugno del 2024 alla caserma dei carabinieri di San Vito di Cadore e si era arrivati velocemente all’udienza pre-dibattimentale. Ora, dopo la seduta di ieri, è stata fissata una nuova udienza per il prossimo mese di ottobre dove dovrà essere presentata una nuova relazione sullo stato di salute mentale dell’imputata.
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