«Correremo in coalizione è presto per dire con chi»
BELLUNO. Il Patto per Belluno rinnova le cariche e prepara la campagna elettorale. Con una lista civica che correrà sicuramente in coalizione, anche se non è ancora stato deciso con chi. Non deve essere travisata la partecipazione di Celeste Balcon e Luciano Reolon alla presentazione di Franco Roccon: «Ci sono andato a titolo personale, perché conosco Roccon da una vita e mi aveva invitato», precisa il capogruppo del Patto in consiglio comunale, Celeste Balcon. «Non rappresentavo il movimento politico in quella occasione».
«Stiamo lavorando alle comunali del prossimo anno», conferma il coordinatore Franco Iudica. «Correre da soli per noi non è strategicamente possibile, ma vogliamo proporre un nostro candidato alla coalizione con la quale ci schiereremo». Ma a destra o a sinistra? Iudica conferma di aver parlato con il segretario dell’Unione comunale del Pd, Quinto Piol, e aggiunge: «Non abbiamo chiuso la porta a nessuno, ma abbiamo messo una condizione al Partito democratico: che non ci sia Massaro. Non lo appoggeremmo mai. Dopo averlo sostenuto cinque anni fa ci ha chiuso le porte in faccia e non possiamo entrare in una coalizione in cui ci sia».
Prima di stendere il programma elettorale, predisporre una lista civica, designare un candidato sindaco e decidere in quale coalizione entrare, però, il Patto deve rinnovare il proprio assetto dirigenziale. L’assemblea è in programma questa sera alle 20.30 nella sala Luciani del centro Giovanni XXIII. Ci sono da eleggere il presidente (figura che sostituisce quella storica di coordinatore), il direttivo (tre consiglieri più i consiglieri comunali in carica) e il segretario politico.
Quest’ultima carica viene introdotta per la prima volta: la sua funzione sarà quella di eseguire la linea politica e strategica definita dall’assemblea e deliberata dal direttivo, ma avrà anche compiti di rappresentanza del movimento su delega del presidente. Iudica non si ricandiderà: «Largo ai giovani», conclude. «Non ho intenzione di candidarmi, ma è chiaro che se non ci sarà proprio nessuno a volersi assumere il compito di guidare il Patto, non abbandonerà il movimento». (a.f.)
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