Coronavirus, quello che sappiamo sul rischio di una epidemia bis in autunno
Mentre inizia la Fase 2 tra incertezze e preoccupazione, il mondo scientifico avverte: l'emergenza potrebbe tornare. Crisanti: "Fondamentale usare le mascherine e spegnere rapidamente eventuali nuovi focolai"

13/02/2020 Wuhan, medici e scienziati al lavoro nei laboratorio KINGMed Diagnostic per analizzare la cellula del coronavirus.. *** Local Caption *** 00944958
VENEZIA.Tra le mille incertezze che accompagnano l'avvio della tanto sospirata Fase 2, che molti sarebbero tentati di interpretare come l'uscita dal tunnel Covid-19 e la fine dell'emergenza sanitaria, c'è chi guarda avanti e avverte la comunità che bisogna prevenire qualsiasi rischio di epidemie prima della fine dell'estate: autorevoli scienziati di fama mondiale, italiani e stranieri, sono concordi nel ritenere che in autunno, se non si prenderanno contromisure adeguate o non si troveranno antidoti, si potrebbe rischiare di ripiombare nell'incubo del contagio.
Ecco quello che pensano al riguardo cinque esponenti di punta del mondo scientifico e come consigliano di comportarsi per evitare altre stagioni di contagi.

Walter Ricciardi (a sinistra) con Angelo Borrelli (Protezione civile)
Walter Ricciardi (membro del comitato esecutivo dell'Organizzazione mondiale della sanità e conculente Covid-19 del ministro della sanità Roberto Speranza: " Fino a quando non avremo il vaccino ci saranno nuove ondate o, speriamo, tanti piccoli focolai epidemici che andranno contenuti. Quello autunnale e invernale, come nel caso dell'influenza, è il periodo in cui la combinazione di eventi climatici, comportamentali, immunologici fa sì che il virus possa riemergere. Per questo è molto importante non accelerare le riaperture: in caso contrario la seconda ondata, invece di averla più avanti, rischiamo di subirla prima dell'estate".
Pierachille Santus, direttore del reparto di Pneumologia all’ospedale Sacco di Milano e professore associato all’Università statale di Milano, sta già riorganizzando il suo reparto in attesa della seconda ondata: è sicuro che ci sarà."Non è questione di se", avverte infatti il dirigente medico milanese, "ma di quando. Potrebbe essere in estate per il movimento delle vacanze o in autunno, quando le difese immunitarie si abbasseranno". Anche per Santus, la fretta nella riapertura servirebbe solo ad accelerare i tempi.

Roberto Burioni (a sinistra) con il giornalista Piero Angela
Anthony Fauci l'immunologo della Task Force Usa considerato il principale esperto di malattie infettive negli Stati Uniti, prevede già un altro focolaio di coronavirus in autunno megli Usa. "In effetti, anticipo che ciò potrebbe effettivamente accadere a causa del grado di trasmissibilità", ha risposto Fauci quando un giornalista ha chiesto informazioni sulla potenziale riemergenza del virus. “Ma le cose saranno molto, molto diverse", ha precisato. "La nostra capacità di uscirne e di essere in grado di testare, identificare, isolare e intercettare la catena di contagio sarà molto migliore di quella di un paio di mesi fa".
Il coronavirus “circolerà finché non si crea un’immunità di gregge oppure finché non si trova un vaccino. Rischiamo continue reintroduzioni perché persisterà nella popolazione e dobbiamo essere attenti a intercettare eventuali focolai. Forse d’estate si trasmetterà di meno, ma ad autunno ci sarà il rischio che riparta. Ci vuole una strategia”.
E’ il monito di Giovanni Rezza, direttore di Malattie infettive dell’Istituto superiore della sanità. “Se abbattiamo finalmente la trasmissione, poi dobbiamo evitare che tutto riparta. Vanno intercettati i casi grazie ai medici di famiglia e ai dipartimenti di prevenzione delle Asl, e messi subito in quarantena”. Anche la App Immuni per il tracciamento è uno strumento “importante. Aiuta a capire dove sono state le persone, così da intercettare contatti a rischio. Si sta lavorando per individuare la soluzione migliore”. Il momento è delicato e gli errori non sono ammessi: se l’epidemia riparte, avverte Rezza, “c’è il rischio di chiudere di nuovo tutto”.

Andrea Crisanti (a destra) con Stefano Merigliano (Scuola di Medicina)
Secondo Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia di fama internazionale, è ovvio che "con l'allentamento delle misure di contenimento potrebbe esserci una ripresa del contagio, ma noi dobbiamo prendere le precauzioni perché non avvenga". Il virologo ritiene che "la chiave sarà identificare subito i contagi e i contatti delle persone contagiate.
In questo lo smartphone e questa app di cui tanto si parla (Immuni, ndr) ci aiutano a capire dove siamo stati nei 3 giorni precedenti il contagio e chi abbiamo incontrato". E su una possibile seconda ondati di contagio dopo i mesi estivi lo scienziato aggiunge: "Il Coronavirus d'estate potrebbe trasmettersi di meno, ma non sprechiamo questi mesi estivi perché il Covid-19 potrebbe tornare e questa volta non possiamo farci prendere di sorpresa".
Bisogna dunque essere pronti ad affrontare l'autunno. Su questo concordano anche gli esponenti del mondo scientifico della nostra regione e gli amministratori del Veneto. A partire dal governatore Luca Zaia, che ha già consultato le menti della medicina e le direzioni sanitarie delle nove Usl del nostro territorio.
«I numeri ultimamente sono positivi, ma ci dicono che il virus c’è. Il vero tema sarà il ritorno in autunno. Perciò abbiamo fatto una lunghissima videoconferenza con i direttori generali delle aziende sanitarie del Veneto, facendo una proiezione su settembre e ottobre, in cui dovremo farci trovare pronti a una ondata di infezioni», ha detto Zaia durante una recente conferenza stampa sull’emergenza Coronavirus dalla sede della Protezione Civile di Marghera. «In questa nuova fase acuta dovremo agire come una macchina da guerra con i tamponi», ha aggiunto, ricordando poi che «al Veneto vengono proposte molte sperimentazioni» e che attualmente vi sono sette protocolli attivi" per testare farmaci dimostratisi efficaci nel combattere il Covid-19.

Ilaria Capua a Padova durante una conferenza al Bo
La guardia, dunque, non va abbassata. Andrea Crisanti, il virologo padovano che ha fatto scuola impostando e facendo applicare in Veneto il "sistema di difesa" contro l'epidemia preso a modello anche in altre regioni e all'estero, dice che ciò che ci attende in autunno dipende da tre fattori fondamentali: "Prima di tutto dall'estate. Il coronavirus, secondo i primi studi, sembra sensibile alla temperatura. E questo è un fattore intrinseco. Poi dal distanziamento sociale, se le persone useranno correttamente le mascherine. Infine dalla capacità logistica delle istituzioni sanitarie di muoversi rapidamente di fronte a nuovi possibili focolai. Noi sappiamo come comportarci. Lo abbiamo visto con Vo' (primo cluster nazionale a febbraio, ndr), che oggi è il Comune più sano d'Italia".
Ilaria Capua, virologa padovana conosciuta in tutto il mondo, parla apertamente di rischio di una seconda ondata di epidemia: «Potrebbe esserci, specialmente se l’immunità di gregge non è capace di arginare la diffusione del virus. Sostanzialmente, stiamo cercando di arrivare a far circolare il virus sotto traccia, come era all'inizio. Possiamo cercare di rallentare il contagio osservando le misure".
Ma subito aggiunge: "Spero si arriverà a un equilibrio in cui l'immunità di gregge rallenterà ulteriormente la circolazione. Per l'autunno, in particolare in alcune parti d'Italia e del mondo in cui il virus non ha circolato molto, credo ci possano essere recrudescenze, anche importanti. Per questo è importante avere un quadro della sieropositività della popolazione italiana. Virus mutato? Non abbiamo ad oggi informazioni in questa direzione. Ci sono 10 mila sequenze, di cui 40 italiane. Molti colleghi si interrogano per quale motivo queste sequenze italiane non vengono pubblicate, bisogna studiarlo da tutte le angolazioni per essere più rapidi e combatterlo con maggiore efficacia".
Insomma, la scienza, a tutti i livelli, ci dice che la battaglia contro il Covid-19 è in corso: non è ancora vinta. Il Veneto, che ha conosciuto le tragiche giornate della pandemia scoppiata a febbraio e ha già perso un migliaio di vite, sta dimostrando di non voler prestare il fianco a ulteriori diffusioni del virus.
In questi mesi, i veneti l'hanno capito sulla loro pelle: la migliore garanzia per evitare brutte sorprese in autunno - anche questo, tra l'altro, lo dicono chiaro e tondo medici e scienziati - è osservare scrupolosamente le prescrizioni e le precauzioni (distanze, lavaggi, guanti, mascherine) imparando a convivere con il virus durante la Fase 2. Con una consapevolezza di fondo che Burioni ha felicemente sintetizzato così: "Le epidemie le abbiamo sempre battute".
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