Coronavirus, la Via Crucis diventa flashmob: rullo di tamburi fuori dalle case

La secolare processione del Venerdì Santo a Erto sostituita dal ritmo delle percussioni con cui i figuranti si faranno sentire dai fedeli stando ognuno sulla soglia della propria casa

ERTO E CASSO. Il coronavirus ferma la Via crucis di Erto ma non lo spirito di iniziativa degli ertani: per ovviare al blocco della secolare processione, alle 20 in punto di domani sera i residenti della Val Vajont suoneranno i tradizionali tamburi pasquali.

Ciascun figurante lo farà dall’esterno della propria abitazione, in solitaria e nel pieno rispetto delle disposizioni sul distanziamento sociale.

L’intera popolazione assisterà dalle finestre all’insolito flash mob che vuole richiamare in qualche modo la processione del Venerdì santo. Quest’ultima viene infatti aperta dal ripetuto battere dei tamburi il cui suono sordo e profondo riecheggia a lungo tra i vicoli del centro storico.

L’idea è nata quasi per caso ma grazie al passaparola e ai social sta riscuotendo grande successo e plausi. In 400 anni di storia è la seconda volta che l’iniziativa salta per cause indipendenti dalla volontà degli organizzatori. La prima sospensione venne dettata nel 1964 a seguito della tragedia del Vajont mentre oggi è stato il Covid-19 ad imporre una severa misura restrittiva.

«Siamo amareggiati perché il nostro è un ex voto degli avi e fa male al cuore non poterlo adempiere», ha commentato qualche giorno fa il presidente del comitato della Via crucis, Bortolo Filippin.

Ecco quindi l’alternativa per evitare che la tradizione venga in qualche modo compromessa dallo stop. Solo chi è di Erto può partecipare alla rievocazione delle ultime ore del Cristo e l’evento viene portato a termine con qualsiasi condizione meteo, anche nel pieno di una bufera di neve come avvenuto in passato. Prima del definitivo diniego da parte della Prefettura di Pordenone, i promotori hanno pensato anche ad un’edizione a porte chiuse, con i personaggi del Vangelo debitamente distanziati l’uno dall’altro. Ma le autorità hanno negato ogni autorizzazione. Il rischio che qualcuno cercasse di assistere comunque alla serata era troppo alto. Ad ogni Via crucis, la valle si riempie di turisti e visitatori, alcuni provenienti persino dall’estero. Da qualche anno Erto fa parte pure di un’associazione europea di rievocazioni della Passione e ciò ha aumentato ulteriormente la nomea internazionale dell’iniziativa. —

FABIANO FILIPPIN
 

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