Coronavirus, a Belluno una panca fuori dal negozio diventa un serbatoio di bontà

BELLUNO. «Chi ne ha metta, chi ha bisogno prenda. È un piccolo gesto dettato dal cuore». Antonella Festini Cucco e Consuelo Pellizzaroli, che a dicembre hanno riaperto il negozio di alimentari di Casamazzagno, hanno deciso di fare qualcosa di concreto per chi ha bisogno: un luogo dove lasciano generi alimentari che posso essere ritirati, gratuitamente e in forma anonima, da chi ne ha necessità.
«Visto il periodo difficile che stiamo vivendo», spiegano, «abbiamo deciso di mettere dentro una panca, qui fuori dal negozio, delle buste con pane e altri prodotti da forno che non abbiamo venduto durante la giornata. Ci sono persone che non hanno il coraggio di chiedere, anche se hanno necessità di una mano per tirare avanti. Abbiamo iniziato mercoledì scorso e da allora la panca si è sempre svuotata. Ci fa piacere aver capito che c’era questa necessità, ma un po’ ci dispiace anche».
Perché vuole dire che anche a Casamazzagno c’è tanta gente in difficoltà. Consuelo e Antonella a dicembre hanno realizzato un sogno che avevano nel cassetto. «Da quando ci conosciamo volevamo aprire un’attività insieme e finalmente ce l’abbiamo fatta. Abbiamo riaperto la vecchia Cooperativa, con tante novità e con prodotti a km 0».
In vendita ci sono prodotti di aziende agricole della zona, dal miele alla frutta e verdura. Così sono riuscite ad invertire la tendenza che da anni caratterizza la situazione commerciale di molti paesi di montagna, cioè l’estinzione delle piccole botteghe, e hanno subito riscontrato il favore della gente che cerca nel piccolo negozio sotto casa i prodotti alimentari genuini, ma anche un contatto, una parola, un consiglio.
«Con questa nuova iniziativa», spiegano, «vogliamo tenere unito il paese, aiutare chi ha bisogno nella consapevolezza che si può vivere bene solo se si pensa anche agli altri».
«Mia nonna Angela», prosegue Antonella, «diceva sempre che se c’è da mangiare per uno, ce n’è anche per due; e poi non ho mai sopportato di buttare via il pane, che è prezioso. Così ci siamo dette: perché non metterlo a disposizione di chi non ne ha? Di chi può contare solo su una piccola pensione? Di chi non riesce ad arrivare a fine mese?».
Le due amiche si sono premurate di verificare che non ci fossero contro indicazioni, dal punto di vista fiscale o burocratico, ed hanno iniziato.
«Non solo, qualche nostro cliente ha anche deciso di acquistare prodotti a lunga conservazione (pasta, verdura in scatola, tonno) e di lasciarli nella panca, con tanto di scontrino attaccato, in modo da essere perfettamente in regola. E così facciamo anche noi. Piccoli gesti di generosità che condividiamo e che ci rendono felici».
Così adesso ogni sera pane, ma anche pizzette, paste o krapfen, vanno ad arricchire questo piccolo serbatoio di bontà. —
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