Coronavirus, a Belluno i buoni spesa comunali: via libera alle domande

Soldi versati in un’unica soluzione, procedure di erogazione diverse ma molto simili nei Comuni. Per tutti servirà l’autocertificazione del reddito familiare

BELLUNO. La giunta comunale di Belluno ha approvato i criteri per l’assegnazione dei “buoni spesa” destinati alle famiglie in difficoltà economica. I criteri sono stato sviluppati con i servizi sociali sulla base delle linee guida elaborate da Anci Veneto e Province e negli altri Comuni bellunesi il servizio si svolgerà con modalità molto simili. Ogni Comune, infatti, sulla base della propria esperienza e delle peculiarità del suo territorio, adotterà procedure che potrebbero essere leggermente differenti.

Modalità di accesso

Dalle prossime ore, sarà disponibile sul sito del Comune di Belluno il modulo per fare richiesta del buono; la domanda potrà essere compilata online (al link bit.ly/buonospesabelluno) oppure stampata, compilata, scannerizzata e inviata per mail all’indirizzo iorestoacasa@comune.belluno.it. Sarà inoltre a disposizione lo sportello “Io resto a casa...e ci sentiamo” (0437/913404, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18) per tutti i chiarimenti necessari alla compilazione; sarà anche possibile lasciare il proprio nominativo agli assistenti sociali ed essere richiamati per essere guidati nella dichiarazione.

Nel modulo andranno indicati la situazione familiare, la condizione e situazione lavorativa, eventuali spese per mutui e affitti.

Ammontare dei buoni

I 190mila euro destinati dal governo al Comune di Belluno per i buoni spesa sono stati suddivisi in diverse fasce, in base alla composizione del nucleo familiare: in caso di persona singola, il buono sarà di 200 euro; per due persone, 250; per tre, 350 euro. 450 euro per i nuclei con quattro componenti e, infine, per famiglie composte da 5 o più persone si arriverà a 550 euro. Si ricorda che il buono viene erogato una tantum, ma, se la condizione di difficoltà economica dovesse proseguire nel corso dell’emergenza sanitaria, l’assegnazione potrà essere ripetuta. Attualmente si considera che il buono potrebbe bastare per 2-3 settimane.

Assegnazione del buono

L’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Belluno esaminerà nell’arco di brevissimo tempo le richieste pervenute e valuterà l’autocertificazione inviata, dopodiché si procederà all’erogazione del buono spesa inizialmente tramite un buono cartaceo consegnato dalla Protezione Civile e, in un secondo momento, la somma potrà essere caricata sulla tessera sanitaria, che si potrà usare tipo un bancomat.

Il buono sarà spendibile negli esercizi commerciali convenzionati con il Comune di Belluno, il cui elenco sarà pubblicato sul sito ufficiale o, per coloro che non possono avervi accesso, comunicato direttamente dai servizi sociali. Sarà data priorità ai nuclei familiari che non risultano già assegnatari di sostegno pubblico e si terrà conto di quelli più esposti ai rischi derivanti dall’emergenza epidemiologica.

In caso di utenti percettori di altri contributi pubblici, come Reddito di Cittadinanza, cassa integrazione, Naspi o altro, questi potranno beneficiare della misura, ma senza priorità; in particolare, sarà tenuta in considerazione l’entità del contributo percepito, il carico familiare (e l’eventuale presenza di minori o disabili) e altri indicatori di disagio sociale dichiarati nella domanda.

Il commento

«Si tratta di una prima misura di emergenza, utile a coprire le necessità urgenti di quelle famiglie che a causa della pandemia hanno subito una forte riduzione o addirittura la perdita del lavoro e che, per questo, non sono nemmeno in grado di acquistare i beni di prima necessità. Parliamo di un primo aiuto di sostegno al reddito in questa fase di emergenza, al quale dovranno seguire altre iniziative del governo come l’erogazione della cassa integrazione e l’avvio di altri strumenti, come ad esempio misure più efficaci per i commercianti, le partite Iva e tutti quei professionisti che non possono ricorrere alla cassa integrazione, al reddito di cittadinanza o ad altre forme di integrazione del reddito», spiega il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, «Sono una prima iniezione di liquidità che consentirà alle famiglie in difficoltà economica l’acquisto di prodotti alimentari, per l’igiene personale, per l’igiene della casa e di prodotti venduti in farmacia; in nessun caso sarà consentito l’acquisto di alcolici, sigarette o lotterie istantanee. Anche in rispetto delle attuali norme, infine, raccomandiamo a tutti i beneficiari di effettuare le loro spese nei negozi e nelle attività vicine alla loro abitazione».

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