Concerto con 15 candeline all’Unisono

FELTRE. È nato 15 anni fa alle porte di piazza Maggiore, in quel palazzo Guarnieri firmato dal Segusini e tanto criticato per il suo stile neogotico, così distante dalle architetture rinascimentali del resto della cittadella.
In due lustri e poco più ha ospitato ben 200 concerti, con mostri sacri come gli italiani Enrico Rava, Paolo Fresu, Danilo Rea, Fabrizio Bosso e Roberto Gatto, o gli internazionali Jerry Bergonzi, Steve Grossman, Kurt Rosenwinkel, Bill Stewart, al fianco di talenti grandi e piccoli del panorama musicale locale. Ora che le candeline sono posizionate sulla torta del quindicennale, l'Unisono jazz club è pronto a soffiare.
Lo farà stasera alle 22 con quattro musicisti d'eccezione, Alessandro Alba al sax e Alessandro Mozzi al piano (che sono due dei soci fondatori), assieme a Nicola Barbon al contrabbasso e Francesco Franzoi alla batteria, per augurare come Fat jazz quartet un buon compleanno all'Unisono. «Il locale è nato nel 1998 da un gruppo di amici musicisti appassionati di jazz», racconta Nicolò Ferrari Bravo, presidente dell'associazione che gestisce il club, «avendo fatto 200 concerti non si può dire di aver avuto successo ogni sera, però complessivamente l'esperienza dell'Unisono è più che positiva e fino ad ora è stata molto gratificante. In questi 15 anni è cambiato soprattutto il pubblico: all'inizio c'erano soprattutto i tradizionalisti e gli specialisti, poi con gli anni si sono aggiunti anche gli appassionati più moderni, quelli che non ascoltano solo jazz ma si fanno contaminare anche da altri generi. Oggi arrivano persone di ogni età, e questo per noi è un obiettivo raggiunto».
Accanto al locale opera la scuola di musica, «nata nel 2001 e importante punto di contatto con gli studenti, che spesso vengono nel club a sentirsi un po' di buona musica dal vivo».
A caratterizzare il piccolo cenacolo dell'improvvisazione è «il contatto diretto che si è sempre creato tra gli artisti e gli ascoltatori. Spesso, al termine di un'esibizione, i musicisti scendevano dal palco per bersi un bicchiere di vino e chiacchierare con i presenti, aprendosi e raccontandosi».
Ma i tempi cambiano, e anche per l'Unisono quelli attuali sono più difficili di altri: «Il Feltre jazz festival al momento è sospeso perché non abbiamo ancora sponsor disposti a finanziarlo. Il locale sta attraversando uno dei periodi più faticosi, anche per colpa della realtà provinciale che lo penalizza, per non parlare dell'immobilità del centro storico. Il turismo è la sola strada percorribile per valorizzare le bellezze che abbiamo. Altri borghi lo hanno fatto 20, 30 anni fa, costruendo realtà collaudate. Dobbiamo sbrigarci, perché la situazione è critica e non c'è più tutto questo tempo. Solo eventi culturali di qualità, consolidati e continuativi, possono rilanciare il territorio».
L'ingresso al concerto di sabato è libero e gratuito.
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