Comunali nel Bellunese, spuntano i partiti: appello per andare a votare

A Sospirolo, Pieve di Cadore, Canale d’Agordo e Cencenighe è corsa al quorum. Lega, Pd, Forza Italia e Azione in campo per evitare il commissariamento
Alessia Forzin
Per le comunali si vota il 14 e il 15 maggio
Per le comunali si vota il 14 e il 15 maggio

Quattro Comuni al voto, e solo quattro candidati sindaco. È curioso quanto avvenuto in provincia per questa tornata di rinnovi amministrativi. A meno di due settimane dall’apertura dei seggi arriva l’appello al voto congiunto di Lega, Partito Democratico, Forza Italia e Azione che, con i relativi segretari e referenti provinciali, invitano tutti i cittadini residenti a Sospirolo, Pieve di Cadore, Canale d’Agordo e Cencenighe ad andare a votare, al di là delle appartenenze politiche.

L’iniziativa nasce da un confronto fra Alessandro Del Bianco (Pd) e Andrea De Bernardin (Lega). Proprio a quest’ultimo chiediamo perché quattro partiti, che non hanno costruito una lista di riferimento nei territori chiamati a rinnovare il consiglio comunale, chiedano ai cittadini di impegnarsi andando a votare. «Nei piccoli Comuni è già difficile mettere in piedi una lista», spiega il sindaco di Rocca Pietore, poco più di 1.100 anime appena. «Per questo spesso è trasversale. Se si iniziasse a dire che tutti i candidati devono essere di centrodestra, o di centrosinistra, temo non si chiuderebbe nemmeno una lista».

De Bernardin, insieme a Del Bianco, Dario Scopel (coordinatore provinciale di Forza Italia) e Andrea De Bortoli (segretario provinciale di Azione) chiedono quindi ai cittadini di andare a votare il 14 e 15 maggio, per evitare il commissariamento dei comuni. «Soltanto attraverso l’elezione dei sindaci si potranno portare avanti politiche di prospettiva per il territorio provinciale», dicono. «Vista la delicatezza di sfide come il PNRR e le Olimpiadi, servono assolutamente dei rappresentanti dei cittadini eletti. Non possiamo permetterci il rischio del commissariamento che ingesserebbe le attività in queste comunità».

Fratelli d’Italia non ha firmato l’appello per quello che il coordinatore provinciale Filippo Osnato definisce un «malinteso. Avevo ricevuto un messaggio da De Bernardin, nel quale mi informava dell’idea di fare un’uscita congiunta. Non ho risposto, dando per scontato mi avrebbe fatto sapere qualcosa. Probabilmente lui si aspettava lo stesso. C’è stato un malinteso insomma». Osnato però afferma di condividere l’impostazione del comunicato congiunto: «Nessuno di noi andrà a dire “Non votate” perché il candidato non è di Fratelli d’Italia», assicura.

«Nei miei tre mandati da sindaco ho visto con i miei occhi quanto importante sia per un territorio avere i propri amministratori», dice De Bernardin. «Chi ha scelto di mettersi in gioco nell’esclusivo interesse della propria comunità va sostenuto, anche al di là delle appartenenze», aggiunge Del Bianco. «La provincia non può permettersi vengano a mancare sindaci e consigli comunali democraticamente eletti. Sarebbe un paradosso parlare poi di autogoverno».

«Ci attendono anni decisivi per lo sviluppo e il futuro dei nostri territori, in vista dei quali è necessario assumere scelte piene e determinate», il pensiero di Scopel. «Lasciare i nostri Comuni senza una guida scelta dai cittadini è un rischio che non possiamo correre».

«Tra due settimane i bellunesi chiamati al voto avranno la possibilità di riscoprirsi comunità», chiude De Bortoli. «Recandosi alle urne consentiranno a nuove persone e amministratori capaci di guidare la propria comunità verso nuove sfide e/o di proseguire il lavoro avviato».

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