Commissione comunale per la Fase 2 Addamiano: «La politica dia un segnale»

BELLUNO

Commissione comunale per gestire la seconda fase. Non limitata alla politica, ma con il coinvolgimento delle associazioni di categoria e dei sindacati. La proposta è di Raffaele Addamiano, il capogruppo di Obiettivo Belluno: «Nella prossima conferenza dei capigruppo, la mia idea è quella di proporre la costituzione una commissione consiliare, che si occupi della seconda fase dell’emergenza Coronavirus», spiega Addamiano, «premesso che siamo di fronte a un’emergenza storica dal punto di vista sanitario, sociale ed sanitaria, sociale ed economica, credo che la politica debba dare un segnale anche a livello comunale».

La riunione sarà in videoconferenza e, in un secondo momento, saranno coinvolte anche tutte le altre parti: «Ci vuole anche una risposta politica con una cabina di regia, nella quale maggioranza e opposizione dialogano ed elaborano idee, con l’aiuto anche degli ordini professionali e tutti gli attori economici del territorio».

Non c’è molto da aspettare: «Occorre agire in tempi relativamente brevi», avverte Addamiano, «in quanto l’emergenza sanitaria è in corso, ma intanto è iniziata anche quella economica. Credo che questa iniziativa potrebbe essere utile per un confronto e uno scambio di idee sul sa farsi».

I numeri sono drammatici e spingono in questa direzione: «Pensiamo al terziario. Confcommercio ci dice che in Veneto su 301 mila attività solo 116 mila sono aperte, vale a dire il 39 per cento. Le persone attive sono 425 mila su un totale di 985 mila. Nel turismo, su un totale di 3150 alberghi, ce ne sono solo 20 aperti e ci sono 110 mila lavoratori stagionali. L’industria perde 12 miliardi al mese e da noi si parla di piccole e medie imprese. Ci sono 472 mila addetti a casa e 37 mila imprese manufatturiere ferme. La produzione dei vino è crollata di 40 per cento (noi abbiamo il Prosecco) e l’ortofrutta sta scontando un calo fra il 30 e il 70 per cento

Le possibilità sul tavolo? «La conferenza dei presidenti; una commissione unica congiunta, che riunisca le tre consiliari e una commissione speciale, che è forse quella più adatta». —

G.S.

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