«Coltivare le rive del lago per ortaggi di qualità»

PIEVE DI CADORE. «Potremo vedere un giorno le rive del lago di Centro Cadore coltivate come quelle di Caldaro». Lo ha ipotizzato l’associazione Gaudeamus, presentando in Magnifica Comunità a Pieve...

PIEVE DI CADORE. «Potremo vedere un giorno le rive del lago di Centro Cadore coltivate come quelle di Caldaro». Lo ha ipotizzato l’associazione Gaudeamus, presentando in Magnifica Comunità a Pieve il convegno che le associazioni Serere di Padova e Gaudeamus di Cortina hanno organizzato per venerdì alle 18, nella sala del Cosmo.

Il convegno “Ritorno alla terra per un Cadore giovane” è patrocinato dalle Unioni montane della Valboite e Centro Cadore, Comuni di Pieve, Valle e Calalzo. Per la presentazione sono arrivati a Pieve i presidenti delle due associazioni, Stefano De Vido e Federico Menardi.

Menardi ha illustrato lo scopo del convegno al quale parteciperanno in qualità di relatori Denis Susanna, direttore del Consorzio radicchio di Treviso, Michele Nenz, segretario di zona della Coldiretti di Belluno, Luis Cerchiaro, titolare di Ldc Consulting srl e alcuni giovani che porterano le loro “esperienze sul campo”.

«Le due associazioni», spiega Menardi, «che entrambe stanno cercando di difendere e sviluppare la cucina il vino italiano hanno deciso di unire le proprie forze per proporre al Cadore la possibilità di far rinascere l’agricoltura in tutto il territorio e risolvere, almeno in parte, il problema della occupazione giovanile. Questi perché provenendo da Cortina, ci siamo accorti che il territorio cadorino ha le caratteristiche ideali per la coltvazione degli ortaggi e di altri prodotti della terra, vino compreso. È stato fatto un monitoraggio del territorio e siamo arrivati alla conclusione che questo territorio potrebbe benissimo soddisfare le necessità in fatto di ortaggi anche per Cortina. Da questo monitoraggio è risultato che l’Ampezzano non possiede le caratteristiche necessarie per farlo e quindi deve rivolgersi all’esterno ed acquistare i prodotti necessari alla popolazione cortinese e ancora di più per i numerosi turisti che ogni anno la freqentano. Per il Cadore in questo momento potrebbe rappresentare una grande opportunità perché vedo che gli altri settori sono in sofferenza».

«Anche se ne voglio parlare sottovoce». dice ancora Menardi, «la cura del territorio che si otterrebbe se il nostro progetto va avanti, sarebbe una cura ideale perché la cura della terra porta ad un risveglio del turismo. Lo abbiamo visto in molte località, basti pensare alle Cinque Terre o alla Toscana, dove insieme alle coltivazioni orticole, sono nati gli agriturismo. Noi coltivando le rive del lago di Centro Cadore potremo copiare ciò che è avvenuto con il lago di Caldaro: viti e frutta. In realtà turismo e coltura della terra sono settori “gemelli”. La cura del territorio porterebbe anche ai residenti una visione differente più adatta all’ambiente dove viviamo».

Vittore Doro

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi