Cinquecento anni di storia della parrocchia di Vignui racchiusi in un affresco

FELTRE.
Cinquecento anni di storia della parrocchia e del paese racchiusi in un affresco lungo dodici metri. Vignui presenta con orgoglio l’opera realizzata all’interno della canonica. Un affresco di Andrea Toffoli con la supervisione del maestro Vico Calabrò, che mette insieme l’intera comunità frazionale, unita in questa iniziativa che vuole essere una testimonianza radicata nel passato con l’obiettivo di rivolgersi al presente e alle nuove generazioni. A curare la parte organizzativa è stata l’Associazione culturale per l’affresco con il suo presidente Tiziano Sartor in prima fila. Un grazie è andato al parroco don Severino che ha dato il via libera concedendo la parete della canonica.
L’OPERA
È toccato a Flora De Boni descrivere la grande opera che vivrà una seconda fase nel 2021 quando sarà decorato anche il soffitto della sala per arrivare poi all’inaugurazione definitiva alla presenza del vescovo Marangoni: «La comunità di Vignui ha voluto dare valore alla fatica di chi vive la montagna», ha detto De Boni, «sottolineando le tappe fondamentali e le tradizioni che hanno caratterizzato il paese».
Ecco quindi le immagini degli strumenti per il lavoro agricolo, i minatori, lo sfalcio dei prati, la giazèra. Ma c’è spazio anche per la guerra combattuta nella Valle di San Martino e con gli alpini e i loro muli, l’incendio in occasione di un rastrellamento nel quale i tedeschi davano la caccia ai partigiani nel corso della seconda guerra mondiale, senza dimenticare alcuni simboli del paese come il casel e la calchèra.
C’è spazio anche per le tre chiese _ quella di San Martino in Valle, quella di Vignui e quella di Altin dell’Annunziata _ che rappresentano i poli della fede senza dimenticare l’iconografia di San Martino che dona il proprio mantello al povero e San Giorgio che in sella al proprio destriero uccide il drago imbracciando lo scudo con la Fenice, simbolo di Vignui. Ogni angolo dell’affresco cela scene della vita quotidiana di un tempo. Una scoperta continua.
L’AUTORE
È Andrea Toffoli, cresciuto nella scuola dell’affresco diretta da Vico Calabrò. La sua proposta è stata preferita a quelle presentate da Dunio Piccolin e Katia Scotti, altrettanto meritevoli di attenzione: «Non è stato semplice fare una scelta», ha spiegato Tiziano Sartor, «ma il risultato finale rispecchia la volontà dell’intera comunità». L’affresco è stato un lavoro di squadra: la calce è stata prodotta in Valle di San Martino da Gianni Boschet, coadiuvato da Abele e Fiorenzo. Tre giorni e tre notti di lavoro che hanno premesso poi ad Albino d’Agostini di preparare il sottofondo per la posa in opera dell’affresco. Professionalità e passione messa disposizione della comunità.
QUESTI SIAMO NOI
«Questo affresco ci rappresenta», ha sottolineato Mirta Lira dell’associazione al casel. «Per i 500 anni della parrocchia, potevamo realizzare un libro, ma ci è sembrato che la forza delle immagini di un affresco così imponente potesse rendere subito l’idea di quella che è stata ed è la nostra comunità. Tutti hanno contribuito con le loro idee, ogni immagine è stata valutata insieme. Ora abbiamo una canonica arricchita di un’opera così importante». —
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