Cinque cavalli esclusi, due in dubbio

I veterinari: «Non sono idonei». Duomo e Santo Stefano con un fantino
FELTRE.
Cinque cavalli esclusi dalla corsa, due quartieri (Duomo e Santo Stefano) con un solo fantino in gara e praticamente fuori dai giochi ancora prima di cominciare. E’ un Palio a pezzi quello che a metà pomeriggio si affaccia dai cancelli di Pra’ del Moro dopo dieci ore di rabbia, lacrime e lunghissime riunioni. Il prezzo pagato alle nuove regole è più salato del previsto.


La commissione veterinaria non ha fatto sconti, né avrebbe potuto: cinque cavalli (Flash Furioso e Diamante Grigio di Santo Stefano; Iron Horse e Fogosu del Duomo; Felusha del Castello) sono stati giudicati non idonei a disputare la corsa ancora prima della provaccia di ieri mattina. La decisione ha scatenato una durissima reazione dei fantini e dei proprietari dei cavalli e sprofondato i quartieri nello sconforto, costringendoli ad un confronto serrato sul regolamento che si è concluso soltanto a metà pomeriggio con l’intervento del sindaco Vaccari. Lo spettacolo andrà avanti, nuovi colpi di scena sono possibili fino all’ultimo (altri due cavalli sono sotto osservazione e non si esclude neppure che qualcuno degli esclusi possa essere rimesso in pista) ma nella storia della manifestazione quella di ieri resterà forse la giornata più nera, naturalmente dopo il 6 agosto dell’anno scorso, data della morte di due cavalli in pista.


Buon giorno Palio.
A Pra’ del Moro la notizia circola fin dal primo mattino. La commissione veterinaria (cinque medici feltrini cui si è aggiunto un “rinforzo” da Siena), dopo la riunione di venerdì notte ha deciso di scartare cinque cavalli e tutti per microfratture o altre lesioni riscontrate attraverso le radiografie. Gli esami del sangue invece sono in regola. L’annuncio - confermato dopo un’altra riunione tra veterinari e organizzazione, poco prima delle 11 - manda su tutte le furie i fantini che chiedono di vedere i referti, minacciano di portare via gli animali ancora prima della provaccia e annunciano ricorsi legali. Tra i più agitati, Alessandro Chiti, detto Voragine, che davanti ai box dei cavalli si scaglia contro il presidente dell’Atf Dino Cossalter. La provaccia, già in ritardo di un’ora, è rimandata di un’altra ora. I veterinari, incalzati, spiegano la decisione poi ripiegano fuori dal recinto. Il clima, nell’area degli addetti ai lavori, si fa incandescente. Fuori i contradaioli del Duomo e di Santo Stefano hanno la faccia di chi ha capito che il Palio è finito prima di cominciare.


Fantini in rivolta.
La protesta non si placa. «Cavalli che hanno corso fino a ieri e che saranno in pista anche lunedì non possono essere esclusi così», si lamentano i fantini. «Ci facciano vedere gli esami». I veterinari portano le cartelle. Si arriva ad un compromesso: l’esclusione sarà motivata, nero su bianco, con una relazione. E un referto più dettagliato sarà spedito per posta la settimana prossima.



In pista.
Mancano dieci minuti a mezzogiorno quando sei cavalli entrano in pista per la provaccia: due di Port’Oria, due del Castello, uno di Santo Stefano e uno del Duomo. Il mossiere Renato Bircolotti dà il via alla prova generale della corsa davanti alla commissione veterinaria e ad un centinaio di spettatori. In realtà sono tre giri di pista ad andatura variabile. Solo Gregorion, il cavallo superstite di Santo Stefano, li percorre al massimo. Gli altri finiscono al trotto. Alla fine i veterinari confermano: «I cinque cavalli esclusi sono i peggiori, non potevano essere ammessi alla gara anche perché hanno lesioni recenti. Altri due zoppicano e dovremo rivederli». Ma fra i quartieri circola la voce - più che altro una speranza - che due cavalli possano essere ripescati per salvare la corsa a otto.


Tregua.
Mentre i fantini tornano alla carica e chiedono un referto che li autorizzi a portare via i cavalli, i quartieri cominciano a discutere del regolamento. Port’Oria (che ha tre cavalli, riserva compresa, tutti idonei) e Castello (che ne ha due) fanno capire da subito che non rinunceranno a portare in pista due fantini.


La regola è chiara.
Il confronto riprende nel pomeriggio, presente il sindaco Vaccari. Port’Oria e Castello confermano: niente sconti. Vaccari alla fine parla per tutti: «Non discutiamo la decisione dei veterinari, i cavalli non idonei saranno esclusi. Ma fino all’ultimo ci riserviamo la possibilità di riammettere qualche cavallo o di escluderne altri. Si è fatto un lavoro scrupoloso per dare garanzie alla manifestazione. Capisco la delusione dei quartieri ma li invito a non scoraggiarsi». Davanti a lui i contradaioli del Duomo con gli occhi lucidi. Quelli di Santo Stefano sono già andati via. La sfida può cominciare, difficile rassegnarsi al fatto che per qualcuno sia già finita.

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