Chiesa di Formegan il vescovo celebra la “dedicazione” dopo i restauri

Venerdì la cerimonia durante la festa di voto a san Rocco Vent’anni di lavori hanno visto l’impegno di tutta la comunità

SANTA GIUSTINA. Sarà il vescovo Renato Marangoni a celebrare, venerdì, la dedicazione della chiesa di Formegan, per coronare i lavori di restauro e di adeguamento liturgico portati avanti nell’ultimo ventennio nell’antico edificio sacro, primo nucleo dell’attuale parrocchia di Santa Giustina.

L’annuncio lo ha dato ieri la diocesi di Belluno-Feltre sul proprio sito internet, sottolinenando che «In questo tempo l’impegno della gente di Formegan per finanziare i lavori è stato molto significativo; vanno ricordati anche i contributi di Cariverona, del Gal Prealpi Dolomiti, dell’8 per mille della Cei e del Comune di Santa Giustina, che in questi giorni ha effettuato il primo stralcio di lavori per la sistemazione del sagrato».

Il rito della dedicazione della chiesa si terrà venerdì durante la messa delle 18, alla quale seguirà la tradizionale processione per le vie del paese, in occasione della festa di voto a san Rocco, che ha origine nel 1855, durante l’ultima epidemia di colera che colpì il paese.

La chiesa di Formegan, ricorda la diocesi, fu sede del primo nucleo parrocchiale santagiustinese, come attesta la Bolla del 1184 di papa Lucio III, che riconosce al vescovo Drudo i confini della diocesi di Feltre, che nella Valbelluna terminano «in plebe de Formicano», nella parrocchia di Formegan.

Successivamente si decise di spostare il centro parrocchiale a Santa Giustina, dove dal 1510 c’è l’attuale fonte battesimale.

«Le opere pittoriche venute alla luce in tempi recenti», sottolinea la diocesi, «fanno dell’edificio sacro di Formegan un importante gioiello di arte, cultura e religiosità e grazie al costante impegno dei fedeli ha superato nei secoli invasioni, ruberie e vessazioni. Nel 1930 si era progettata la demolizione per far spazio a un edificio più ampio; il progetto fu però impedito per il disastro economico, non solo per la chiesa, del fallimento della Banca del Credito Veneto, che aveva uno sportello anche a Santa Giustina».

Il rito della dedicazione è un evento decisamente raro, perché si celebra solo una volta per ogni chiesa, appena è stata costruita oppure dopo una completa ristrutturazione.

Nella chiesa di Formegan, peraltro, non ci sono segni – come le croci alle pareti o la lapide – della dedicazione.

Originariamente la chiesa riceveva la sua “consacrazione” con la semplice celebrazione della messa; solo dopo l’VIII secolo si iniziò a compiere il rito specifico della “dedicazione” (questa è l’antica e corretta terminologia), «per manifestare la vera natura dell’edificio della chiesa, segno visibile dell’unico vero tempio che è il corpo di Cristo, cioè la comunità dei battezzati, pietre vive dell’edificio della Chiesa».

Come si svolgerà dunque il rito venerdì sera nella chiesa di Formegan?

All’inizio della messa il vescovo asperge il popolo e le pareti del nuovo edificio, in memoria del battesimo. Dopo la liturgia della parola si cantano le litanie dei santi e c’è la preghiera di dedicazione. Seguono l’unzione dell’altare e delle croci, l’incensazione dell’altare e del popolo e l’illuminazione a festa dell’altare e della chiesa. —



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