Certificati veri: assolto il fondista De Zolt

Il portacolori delle Fiamme Gialle era accusato di aver indotto dei medici a commettere un falso per non andare al lavoro



Certificati veri: la lombosciatalgia c’era. L’ex campione di sci nordico delle Fiamme Gialle, Roberto De Zolt, è stato assolto con formula dubitativa dal giudice Cittolin, perché il fatto non sussiste. La Procura della Repubblica di Belluno gli imputava il fatto di aver indotto alcuni medici a compilargli dei documenti nei quali si diceva che soffriva di questa patologia, quando in realtà svolgeva delle attività che male si conciliavano con la diagnosi. Sempre secondo l’accusa, lo scopo era quello di non andare a lavorare. Attesa per le motivazioni della sentenza, sulla base delle quali la pubblica accusa potrà ricorrere in appello.

Nella sua requisitoria il pubblico ministero Rossi aveva ritenuto provata la responsabilità penale dell’imputato e chiesto una condanna a sei mesi di reclusione. Grande soddisfazione da parte del difensore Maraviglia, che aveva prospettato l’assoluzione per il suo assistito e l’ha ottenuta, anche se con la formula che una volta si chiamava insufficienza di prove.

Il procedimento era già stato affrontato dalla Procura militare di Verona, che aveva a sua volta chiesto e ottenuto l’archiviazione. I periodi di tempo di questi documenti contestati sono quattro: il primo dal 14 settembre al 12 novembre 2015; il secondo dal primo al 22 febbraio 2016; il terzo dal 15 al 31 luglio 2016 e il quarto dal 26 luglio al 24 agosto 2017.

In questi periodi i suoi colleghi di lavoro e gli investigatori l’hanno visto tosare l’erba, calciare il pallone o dare lezioni di sci nordico, mentre avrebbe dovuto rimanere a casa a curarsi. Ci sono anche dei filmati a testimoniarlo, girati dalle telecamere piazzate nei pressi della sua abitazione. Nel corso dell’istruttoria del processo, che riguardava soltanto il falso, sono stati ascoltati diversi testimoni, a cominciare dal maggiore Leonardo Landi, che all’epoca dei fatti contestati era comandante della Compagnia di Cortina. Le testimonianze hanno convinto la pubblica accusa a chiedere una condanna.

Per la difesa, invece, De Zolt non faceva niente che pregiudicasse la sua salute, compreso l’utilizzo del tagliaerba: «La lombosciatalgia c’era di sicuro e i certificati medici non erano falsi», ha garantito Carmen Maraviglia alla fine della sua arringa. Dopo la discussione, l’udienza di ieri doveva servire anche alle eventuali repliche. Ma stavolta il pubblico ministero era Gulli e non poteva certo aggiungere qualcosa a quanto già detto dalla collega.

Il giudice Cittolin si è chiusa in camera di consiglio e ne è uscita quaranta minuti dopo con la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste. —



Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi