Caso Benatti, chiesti 14 anni di condanna

COLLE SANTA LUCIA. Quattrodici anni di reclusione: dieci anni per le violenze sessuali e quattro anni per i reati di truffa, esercizio abusivo della professione e trasporto di sostanze stupefacenti. Queste le richieste formulate, ieri mattina, dalla pubblica accusa di Busto Arsizio nel processo a Roberto Benatti, il pornomassaggiatore" e falso fisioterapista che operava a Colle Santa Lucia e Gallarate, accusato di aver violentato circa 150 persone nel sonno che si erano affidate in buona fede alle sue "cure".
Com’è noto, l' attività di porno-massaggiatore di Benatti si protrasse fino alla metà del 2007 quando, nel suo studio a Gallarate, un giovane si risvegliò, durante una seduta, trovandosi di fronte al massaggiatore coi pantaloni abbassati. Il caso di Benatti fece molto scalpore perchè era ritenuto un professionista affermato nel suo campo. Solo che dalle indagini è emerso che quando si trovava a che fare con persone che avevano problemi all'area pelvica o al bacino, avvisava il paziente che lo avrebbe narcotizzato, in quanto le manovre e le manipolazioni che avrebbe dovuto eseguire sarebbero state dolorose. Il paziente, stordito da dosi massicce di sedativi cadeva addormentato e tale rimaneva anche per 10-12 ore. Mentre le sue vittime dormivano, l'uomo, sempre secondo l'accusa, le violentava e le fotografava. I dolori successivi al risveglio erano attribuiti alle "manipolazioni curative". I carabinieri scoprirono anche l'archivio di immagini scattate durante le violenze sessuali sul computer e una collezione di gadget da sexy shop utilizzati durante le violenze. Benatti, dopo la scarcerazione per decorrenza dei termini, è fuggito in Sudamerica.
L’udienza di ieri, tenutasi nel tribunale di Busto Arsizio, è stata dedicata completamente alla requisitoria del pubblico ministero Raffaella Zappatini che ha ripercorso in dettaglio le indagini e le testimonianze emerse in dibattimento.
La vicenda è stata ripercorsa in tutte le sue fasi in una requisitoria di oltre un'ora e mezza nella quale il pubblico ministero ha sottolineato i particolari della terribile vicenda che ha lasciato il segno in oltre un centinaio di clienti-vittime.
I quattordici anni complessivi di condanna richiesti dalla pubblica accusa sono tutto sommato una pena ridotta che ha tenuto conto della parziale incapacità di intendere e di volere, riscontrata dal perito, il dottor Giuseppe Armocida, a causa di una grave forma di "parafilia", un disturbo del comporamento che era stato ricondotto alla violenza sessuale che il “pornomassaggiatore” ha raccontato di aver subito in tenera età. Una richiesta di condanna che alcune delle venti parti civili hanno contestato ritenendola troppo bassa. In ogni caso è stato richiesto complessivamente un risarcimento milionario.
L’udienza è stata poi aggiornata dai giudici del collegio al prossimo 24 aprile quando toccherà alla difesa, rappresentata dall'avvocato Alberto Talamone, cimentarsi nell’arringa conclusiva.
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