Case di riposo, nuova era con un partenariato

Approvata una proposta che parte da acquisizione e ristrutturazione dell’ex hotel Dolomiti in sinergia Comune-privati

PIEVE DI CADORE

Nonostante un disguido tecnico che ne ha limitato la trasmissione on line, il consiglio comunale di Pieve ha approvato una proposta di partenariato pubblico privato che apre una nuova era tanto per il Comune quanto per le due case di riposo dislocate sul territorio. Una “mossa” storica, indicata dal sindaco Giuseppe Casagrande come una delle iniziative più importanti adottate dall’Amministrazione attualmente in sella.

Termini dell’operazione complessi. L’approvazione riguarda una proposta avanzata da un raggruppamento di imprese così delineato: capofila è la Techne Spa di Albino, provincia di Bergamo; soggetto finanziatore Icrea Banca Impresa e soggetto gestore la cooperativa sociale Universiis di Udine.

La proposta verte sull’acquisizione e la ristrutturazione dell’hotel Dolomiti ed ha come obiettivo finale la gestione a lunga scadenza delle due case di riposo di Pieve, quella comunale attualmente ospitata all’interno del già citato hotel Dolomiti dopo il trasferimento degli ospiti dalla vecchia struttura di Tai, e la Marmarole che ospita persone non autosufficienti e che attualmente fa capo all’azienda sanitaria.

I numeri: operazione da 4 milioni 153mila euro.

Soldi che, reperiti attraverso un leasing, serviranno per acquistare e ristrutturare l’ex hotel Dolomiti secondo i migliori standard di adeguamento ai criteri di sicurezza.

Prevista anche una quota annuale di 25mila euro da destinare alla manutenzione.

L’operazione finanziaria, di durata ventennale, aprirebbe le porte alla gestione assunta dalla cooperativa Universiis di entrambe le case di riposo di Pieve.

«Tutto è nato dalla constatazione che la vecchia casa di riposo di Tai non era più idonea ad ospitare quel numero di persone anziane seppur autosufficienti, né dal punto di vista della sicurezza né delle norme stabilite dalla legge regionale 22 del 2002 che regola i modelli più idonei delle case di riposo», ha sottolineato il primo cittadino, «era dunque urgente trovare una soluzione alternativa, individuata nell’ex hotel Dolomiti che è stato un albergo prestigioso. La proprietà si è resa disponibile ad affittare la struttura ma la stessa ha bisogno di interventi di ristrutturazione che il Comune non è in grado di effettuare perché non proprietario. Ecco allora l’idea di acquistare l’immobile; ma l’operazione sarebbe stata troppa onerosa per un’amministrazione comunale da sola. A questa esigenza si è aggiunta la richiesta della Uls 1 Dolomiti di porre fine alla gestione della rsa Marmarole, casa di riposo per persone non autosufficienti. Ci siamo ritrovati dunque con due situazioni tra le mani impossibili da gestire da soli e quella del partenariato pubblico privato ci è sembrata la soluzione ottimale».

Finita qui? No. Perché l’approvazione della proposta non dà via libera al raggruppamento di imprese sopra citato. «Ci sarà un regolare bando a cui potrà partecipare chiunque», ha sottolineato l’assessore al Bilancio, Plinio Bridda, «chi ha avanzato la proposta avrà però un diritto di prelazione». –

Gianluca De Rosa

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