Carenzoni, la crisi tra il Cda scaduto e Villa Dalla Piazza che cade a pezzi

FELTRE
Il tormentone di villa Dalla Piazza di Foen continua. E continua per il consiglio di amministrazione del Carenzoni, scaduto alla fine di settembre ma ancora in carica per l’ordinaria amministrazione, fino a quando il Comune (che si era dato la scadenza a settembre) non avrà espresso i suoi due rappresentanti. Purtroppo non c’è solo ordinaria amministrazione ma anche problemi. L’ultima è quella della diffida del Comune che ha imposto la sistemazione urgente della villa, dal cui tetto cadono tegole che potrebbero finire in testa a qualcuno, dando il termine tassativo di quindici giorni. La diffida è arrivata alla presidenza del direttivo il 24 ottobre, prima cioè che la città fosse flagellata dal maltempo.
«Ci è stato intimato di sistemare le cose e l’abbiamo fatto», spiega il presidente uscente Renato Beino,«malgrado ci si ritrovi in una paradossale, considerato che dobbiamo far fronte ai problemi nonostante sia cambiato lo statuto e non ne avremmo più l’obbligo. Abbiamo incaricato la ditta Corso di Fonzaso per risolvere il problema in urgenza. Questa operazione incide per qualche decina di migliaia di euro, è una spesa in più che ci mette in crisi».
Peraltro a causa degli eventi atmosferici il consiglio ha fatto la conta di alcuni danni anche alla sede centrale e casa Suore, casa Coletti, ex scuola Bertagno, ex Albergo Pavone e Casa Cumano, quella in via Paradiso. «Lo statuto è cambiato, come noto, ed è passato da sette esponenti a tre, di cui uno espresso dalla Curia e due dal Comune» , ricorda Renato Beino. «Ora, è da agosto che stiamo sollecitando l’amministrazione affinché siano nominati i rappresentanti. Mi rendo conto che non ci sia la fila fuori dalla porta per prendersi in carico, in puro ruolo volontaristico, una problematica com’è quella dell’istituto Carenzoni e delle proprietà annesse, come quelle immobiliari, con il veto regionale di alienare edifici e terreni edificabili i cui proventi servirebbero per investire dove serve. Ma queste nomine vanno fatte e anche al più presto, noi non abbiamo intenzione di andare avanti all’infinito in una situazione che ha quasi del paradossale. È certo che non possiamo defilarci lasciando le cose intentate. Ma ci si aspetta davvero che qualcuno si assuma la responsabilità, come recita lo statuto dell’Ipab, di cui il comune di Feltre ha preso atto in maggio in seduta consiliare».
Beino guarda avanti: «L’auspicio è che chi ci subentrerà, riesca a vendere. La nostra amarezza è che villa Dalla Piazza, su cui siamo intervenuti nel recente passato per le condizioni in cui versava la struttura e sulla quale dobbiamo intervenire ora per la diffida del Comune, da 340 mila euro stimati qualche anno fa, in cui era disponibile anche il compratore, in maggio poteva essere acquistata per 140 mila euro, se solo la Regione ci avesse dato il permesso. Andando avanti così, si rischia un ulteriore deprezzamento» . —
L.M.
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