Capovilla: «Lecito tutelare i propri diritti»

FELTRE

«Nessuna faida, quanto il diritto di ciascuno, qualora ritenga di essere stato svantaggiato in una procedura di selezione a cui ha partecipato, ricorrere alla giustizia del lavoro per vedere valutata in quella sede la legittimità delle decisioni assunte dalla azienda. In questo senso si sono mossi cinque partecipanti a quell’avviso di concorso, supportati anche dal sindacato che io rappresento». È il fulcro dell’intervento di Paolo Capovilla, segretario aziendale del Sindacato veterinari medicina pubblica all’Usl Dolomiti riguardo l’articolo di venerdì nel quale è stata spiegata la vicenda del ricorso contro la nomina a dirigente di Damiano Comin. Il caso finirà in Corte d’Appello. A Capovilla non è proprio piaciuto il termine “faida” usato nel titolo. –

R.C.

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