Cade la pianta, telefoni a rischio a Calliol

Il cavo della linea trascinato quasi a terra. Protestano i residenti: Telecom non risponde ai solleciti
CESIOMAGGIORE . Cadono gli alberi, sotto il peso di rami cresciuti troppo, e la linea del telefono viene trascinata quasi a terra. Con il rischio di lasciare cavi a vista e di provocare il black out dei telefoni fissi. Succede a Calliol dove già un paio di anni fa il proprietario di una delle due ville storiche della frazione aveva posto il problema di sfrondare le cassie che erano cresciute e rischiavano di compromettere anche il tetto dell’edificio.


Il fatto è che senza il via libera da parte di Telecom, non si sarebbe potuto procedere. Un anno fa è stata inviata una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno a cura dei proprietari al gestore Telecom, che non ha ricevuto alcun riscontro. Così quest’anno, per i forti temporali estivi, una delle cassie di grosse dimensioni è caduta e ha trascinato a terra, dove resta a cinquanta centimetri dal suolo, il cavo della linea telefonica. Il fatto di non poter intervenire, fino a quando il gestore proprietario della telefonia non farà il sopralluogo e metterà mano alla linea di competenza, provoca problemi di sicurezza, perché c’è un altro albero in posizione pericolante, e problemi di isolamento della popolazione.


«La linea telefonica salta e l’Adsl funziona a singhiozzo», dicono gli abitanti di Calliol. «Ho provato a chiamare ripetutamente la Telecom», spiega Renata Massarotto, «segnalando a più riprese la problematica che non è di ieri, ma è datata a due anni fa quando si era posta la necessità di sfrondare le cassie. Ma tutto quello che ho ricevuto è l’indicazione di mettermi in contatto con i numeri verdi e vedere cosa si può fare. Era stato interessato anche il Comune, con segnalazioni all’ufficio tecnico. Ma dall’ente pubblico si è risposto che se c’entra un altro gestore, per quanto riguarda appunto la linea telefonica, la competenza è di quello e non è possibile intervenire in alcun modo. Nel caso specifico, non è che si chiedesse un intervento pubblico, quando era evidente che gli alberi avrebbero primo o poi fatto danni. Se ne sarebbe occupato il privato, ossia il proprietario della villa. Il paradosso è che in mezzo alle fronde sfilava la linea telefonica. Si è arrivati prima al danno, prevedibile vista la furia metereologica di questi tempi. E poi alla beffa: il paese rischia di non avere più un collegamento telefonico sicuro».


Laura Milano


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