Branco di 15 lupi sul Cansiglio: «Sono scesi per cercare cibo»
Da settimane hanno ripreso a girare intorno alle stalle: «Ci siamo attrezzati con recinti e altra strumentazione»

Mai visto un branco di lupi così numeroso sull’altopiano del Cansiglio. Lo ha intercettato – e videato – Alex Gava, perché i predatori si sono presentati a pochi metri dal suo allevamento, il Val Menera, dove l’imprenditore di Godega sant’Urbano conduce un agriturismo. Nel passato Gava ha perso molti capi perché aggrediti dai carnivori.
«Mai, però, avevo visto 15 lupi tutti insieme. Anzi, forse erano 20 perché il branco è stato preceduto da 5 elementi. Evidentemente hanno fame».
«Infatti» dice Mirko Breda, altro allevatore della Piana del Cansiglio, «da qualche settimana hanno ripreso a muoversi intorno alle stalle. Ma da noi le predazioni domestiche non si verificano perché ci siamo attrezzati di recinti ed altra strumentazione». «Il Cansiglio dimostra che col lupo si può convivere, almeno a determinate condizioni» interviene Fabio Dartora, tecnico faunistico specializzato sul monitoraggio della fauna selvatica, miglioramenti ambientali e gestione del conflitto tra fauna e attività antropiche.
«Come si spiega un branco così diffusamente composto? Durante l’anno il numero di lupi all’interno del nucleo famigliare (branco, appunto) varia stagionalmente. Il numero minimo di lupi lo contiamo a primavera appena prima della nascita dei nuovi cuccioli; in quel periodo possiamo osservare la coppia con pochi aiutanti (helper). Alla nascita dei piccoli le predazioni sono limitate e in primavera è molto facile per questi animali trovare cibo considerata la nascita di giovani cervi, caprioli, cinghiali». Quindi i loro spostamenti non vengono facilmente notati, fa notare l’esperto. Pochi individui e quindi spostamenti limitati per trovare cibo.
«Da ottobre però i cuccioli sono ormai grandi e cominciano a muoversi con la coppia e gli helper. Le prede si spostano di più e per soddisfare le esigenze alimentari di tutti si muovono molto all’interno del loro territorio quindi risultano più visibili e in numeri alti. Alla fine dell’inverno però gli aiutanti e gran parte dei giovani andranno in dispersione fuori dal territorio dei genitori per cercare compagne/i e nuovi territori da occupare».
E così si vedono singoli lupi attraversare strade e paesi, confusi e spaesati e confusi. «Resta il fatto» sospira Breda «che la speranza di noi allevatori consiste anche nel fatto che ci siano cervi e caprioli a sufficienza per alimentare i lupi, perché altrimenti…». Una decina di anni fa i cervi erano quasi 3 mila, oggi risultano molti meno di un migliaio. Merito dei lupi. «E con meno cervi che invadono la preziosa foresta del Cansiglio, il nostro bosco» conclude Dartora «avrà tutto da guadagnare. Gli enti incaricati monitorino la situazione e ne riferiscano». —
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