Supera il limite dei 500 metri dalla moglie: il braccialetto elettronico segnala e scatta l’arresto

I carabinieri di Longarone hanno rintracciato un uomo dopo l’allarme del dispositivo: aveva varcato il limite di 500 metri dalla consorte. Il provvedimento in un contesto di violenza domestica

Cristina Contento
Arrestato per aver fatto scattare l'allarme del dispositivo
Arrestato per aver fatto scattare l'allarme del dispositivo

Suona il braccialetto elettronico che aveva al polso: un segnale che stava varcando quel limite dei 500 metri di distanza dalla sua “vittima”.

Cinquecento metri tra la vita e l’arresto: la vita della vittima, l’arresto del vessatore.

E sono scattate così le manette attorno ai polsi di un ecuadoregno per aver violato le prescrizioni disposte dal giudice. I carabinieri sono riusciti ad arrestarlo prima che raggiungesse la sua vittima.

Una storia che risale a un mese fa: la pattuglia dei carabinieri l’ha arrestato la sera del 14 ottobre scorso. Una storia come tante altre di ordinaria violenza di genere e sulle donne, quelle che stanno dietro all’ennesima violazione del divieto di allontanamento disposto dal giudice: un evento di quel che la quotidianità registra di atti contro la libertà delle donne per cui il 25 novembre si celebra “la” giornata contro la violenza sulle donne. In questa occasione lunedì 24, al teatro Buzzati (l’approfondimento nell’altro articolo) ci sarà una cerimonia di sensibilizzazione.

Perchè il “panorama” in materia non è poi roseo.

Aumentano le violenze domestiche, aumentano le violenze di genere e aumentano le disposizioni nei confronti di mariti o compagni violenti. L’operatività e l’impegno dell’Arma e delle altre forze dell’ordine registrano più di un caso.

Nell’episodio di ottobre, un ecuadoregno, già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie e con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, è stato arrestato nella tarda serata per violazione delle prescrizioni.

La misura del divieto, disposta dal Tribunale di Belluno, in un contesto di violenza domestica, imponeva all’uomo di mantenere una distanza di almeno 500 metri dalla vittima. L’allarme è scattato in tarda serata quando la centrale operativa del Comando provinciale ha ricevuto una segnalazione critica: l’uomo aveva oltrepassato il “perimetro virtuale” di sicurezza.

L’operatore di centrale dell’Arma ha contattato la donna per sapere se fosse in pericolo e, contemporaneamente, ha inviato sul posto la pattuglia della Stazione di Longarone che ha colto il soggetto in flagranza, perché stava violando il divieto di avvicinamento alla vittima, così scongiurandone il contatto con la donna. Le coordinate Gps trasmesse in tempo reale dal braccialetto, hanno permesso ai carabinieri di Longarone di intervenire con estrema rapidità: l’uomo è stato immediatamente intercettato e bloccato in una strada a qualche centinaio di metri ove si trovava la donna.

«In questo caso il braccialetto elettronico, applicato proprio per rendere effettivo il divieto di avvicinamento e tutelare la vittima da possibili aggressioni».

Uno strumento che in alcuni casi viene manomesso dagli stessi stalker, può non funzionare ma che in questa occasione (come nella maggior parte in cui è applicato) è stato efficace e «ha dimostrato la sua affidabilità e di essere un valido e funzionale strumento di controllo anche per gli autori di reati connessi alla violenza di genere» concludono gli stessi carabinieri di Belluno. 

 

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