Bonan contro Massaro sulle soluzioni

Cresce la distanza tra il capoluogo e Feltre. L’assessore: «Noi abbiamo proposte di finanziamento»
Di Gigi Sosso
Il nuovo consiglio comunale di feltre
Il nuovo consiglio comunale di feltre

BELLUNO. Valter Bonan, assessore ai beni comuni di Feltre, torna a indicare la linea sulla questione Bim Gsp e non risparmia critiche ai colleghi: «A quanto pare non c’è un limite all’ipocrisia ed al cinismo di chi per anni ha governato e gestito Bim Gsp affermando che tutto andava bene, che i bilanci erano sani, che la società era un modello e che si trattava solo di aggiustare le tariffe per far fronte ad errori di calcolo. Costoro, dopo aver accumulato in cinque anni una gravissima esposizione finanziaria, invece di fare ammenda, di chiedere scusa agli utenti per gli errori, le omissioni, le inefficienze, le mancate dimissioni in tempo utile, si incartano nella loro arroganza, anzi attaccano e cercano di spostare colpe e responsabilità sulla Croce Rossa del cda dimissionario che essi stessi avevano voluto. Nell’assemblea dei soci, i soliti noti con uno schema consolidato alzano i toni, si considerano vittime, provocano, inviano ambigui messaggi, parlano d’altro (gas), brancolano nel buio delle soluzioni gestionali e delle proposte di finanziamento, fatta salva l’inaccettabile e convergente rassicurazione che ci penseranno i cittadini con l’aumento esponenziale della tariffa a sanare tale responsabile disastro».

Bonan ricorda che Feltre «ha votato contro ai bilanci Bim, ha attivato un’ingiunzione giudiziaria per il recupero crediti, ha informato con assemblee pubbliche i cittadini e la Corte dei Conti sulle recenti vicende, ha proposto alcuni scenari di finanziamento e indicato la possibile vera ripublicizzazione del servizio attraverso una risanata Azienda Speciale Consortile, coerenti con le proposte di legge di iniziativa popolare dei comitati ed i movimenti per l’acqua».

Bonan attacca in particolare Jacopo Massaro: «Non siamo in sintonia con la “tranquillità” del sindaco di Belluno di un prossimo rientro finanziario attraverso l’applicazione della nuova tariffa come proposta dall’Aeeg ritenendola, noi, in contrasto con l’esito del referendum. Condividiamo invece con Massaro e altre amministrazioni la necessità di attivare in tempi brevi e certi un procedimento di accertamento delle responsabilità sulla gestione di Bim GSP per fare finalmente chiarezza sull’intera vicenda e riavvicinare i cittadini al controllo e alla partecipazione nelle scelte gestionali di questo fondamentale servizio e diritto delle nostre comunità, nel pieno e compiuto rispetto delle decisioni sancite da 27 milioni di cittadini italiani ed oltre 90.000 cittadini bellunesi con il voto del giugno del 2011. Su queste visioni programmatiche e su queste azioni di transizione misureremo quindi il nostro voto alle candidature del nuovo CdA».

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi