Bim, conti in rosso e debiti la città chiede trasparenza

Associazioni e consiglieri attaccano la gestione privata dell’acqua: un fallimento Trento e il sindaco non escludono un ricorso alla Procura per fare chiarezza
Di Raffaele Scottini

FELTRE. La bottiglia d'acqua e il bicchiere sul tavolo davanti a ogni consigliere per dissetarsi durante il dibattito, questa volta ha avuto un significato diverso, per un confronto trasparente. Come l'acqua. È quello che chiedono a gran voce i cittadini, pochi a dire il vero, solo una ventina quelli presenti ieri in occasione consiglio comunale che ha aperto le porte per una seduta informale con l’obiettivo di fare il punto della situazione sulla situazione gestionale e finanziaria della società. E visto che è meglio vederci chiaro, quando si parla di acqua intesa come bene comune e di Bim Gsp, i feltrini invocano trasparenza. La parola ripetuta più spesso è responsabilità: quelle che bisogna accertare secondo l'ex vicesindaco, ora consigliere di minoranza di centrodestra Ennio Trento incaricando la Procura della Repubblica di indagare sulla gestione del Bim negli ultimi anni. «Chiedo al sindaco di trasmettere i documenti perché è necessario fare chiarezza sul palleggiamento delle responsabilità per ripartire». Un insegnante suggerisce di scorporare la società, in una costola nuova che gestisca il servizio da zero e in una parte preposta al risanamento diluito del debito. «Però bisogna fare i nomi dei responsabili», lo sfogo di una cittadina. «Una spa è improntata sul profitto, ma l'acqua va gestita in una logica di risparmio e gestione oculata. Il Bim è una spa, ma non ha rischio d'impresa con la responsabilità che si allarga a pioggia fino a far pagare i cittadini», dice Alessandro Moretto. «Serve una procedura di accertamento delle responsabilità».

A nome del Comitato acqua bene comune, Lorenzo Bettega ha un dubbio: «Non è possibile che sessantasei sindaci abbiano sempre votato all'unanimità. Non suona chiaro. E il bilancio deve essere fornito nel dettaglio, specificando ad esempio euro per euro dove sono andati i soldi di ogni esternalizzazione (3 milioni e mezzo all'anno)». Così Augusto De Nato: «Non so se ci sia stata malafede, ma incompetenza sì. Serve un cambio di passo culturale e i ruoli centrali devono essere ricoperti da persone capaci». Interviene anche il presidente di Federconsumatori Belluno Guido Mattera che mette l'accento sul fatto che di fronte all'aumento annunciato del 30 per cento sulla bolletta, il Bim non abbia ancora predisposto tariffe agevolate per le fasce basse di reddito. Si aggiunge Andrea Bona, che fa un salto sulla sedia quando sente parlare del mancato versamento di 400 mila euro e rotti per lo sfruttamento di due centraline idroelettriche: «Macinano l'acqua, prendono i soldi e non li versano. È grave e porta un danno alla città sul quale bisogna intervenire. Feltre deve riprendersi la gestione dell'acqua».

Oggi intanto si riunisce l'assemblea del Bim gsp e l'amministrazione ne ricostruisce la storia per arrivare ai conti, lì dove nascono tutti i problemi. «Se fosse stata una società privata, sarebbe fallita», tuona Ezio Lise (Sinistra). «Come Comune siamo cornuti e mazziati, avanziamo soldi e il servizio è peggiorato». Feltre vanta un credito di 2 milioni 117 mila euro di credito, con un piano di rientro a cominciare da 300 mila euro. Che il tema sia scottante si sa e l'assessore Valter Bonan descrive una «situazione significativamente preoccupante». I problemi nascono nel 2004, quando si ipotizzano 22 milioni di metri cubi di consumi d'acqua per le esigenze dei bellunesi che in realtà saranno 14 e mezzo. «Uno scostamento rilevantissimo lasciato in balia del mancato adeguamento delle tariffe né revisione del Piano d'ambito», attacca Bonan, parlando di «sovrapposizione di competenze tra chi doveva controllare e i controllati» e indicando tre precondizioni: «Attrezziamoci con meccanismo di controllo su una società che è di diritto privatistico, rivendichiamo un cambiamento nel collegio sindacale che finora ha accompagnato le scelte e chiediamo che quello nuovo venga affiancato da un comitato di sorveglianza con rappresentanti di cittadini, comitati e associazioni». Infine il sindaco Paolo Perenzin: «Un'azione di responsabilità prima di tutto e se emergeranno anche profili penali, a quel punto interverrà la Procura».

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