Belluno, lo staff dell’Astor traslocherà al Bembo
A fine aprile scade il contratto e i La Penta e Di Noto non rinnoveranno con Moritsch. Le idee sulla struttura sono diverse

Ultimo champagne all’Astor: 30 aprile 2026. Dopo quello per Capodanno, è scattato il conto alla rovescia per il contratto del locale di piazza dei Martiri. Tra meno di quattro mesi, molto non sarà più come prima. Mariano Moritsch, il proprietario della struttura con suite hotel, bar con ristorante, cantina e gelateria Novecento non rinnoverà con gli attuali gestori Antonello e Sergio La Penta e Santi Di Noto.
Nei giorni scorsi, ci sarebbero state diverse mail incrociate e sicuramente anche degli incontri, nel corso dei quali si sono stappate delle idee molto diverse, su come continuare l’attività, a ripartire dalla prossima primavera.
Moritsch ha in mente di privilegiare quella ricettiva, sacrificando qualcosa del bistrot, mentre i tre soci vorrebbero proseguire sulla stessa strada maestra. Un terzetto che poi potrebbero ridursi a un solo socio, con il disimpegno più o meno progressivo dei fratelli La Penta a beneficio di Di Noto.
Ma da questa ipotesi, che comunque era già in una fase avanzata, si arriverebbe all’addio totale e definitivo dell’attuale gestione e del relativo staff, con trasferimento in parte al bistrot Bembo e in parte in un altro ambiente, che potrebbe essere montano ma addirittura balneare.
Di Noto aveva smentito la possibilità di subentrare a Gabriele Donà e Luigi Povia in via Loreto, ma a questo punto la peraltro comprensibile pretattica può andare a farsi benedire: «Non abbiamo trovato un punto d’incontro con Mariano Moritsch e allora ognuno prenderà il proprio indirizzo», annuncia il 25enne di origine palermitana, «per tenere in piedi l’intera struttura, abbiamo puntualmente pagato una cifra impegnativa e i conti non sarebbero mai tornati con il solo ristorante. E allora ho deciso di rilevare il Bembo, ma non solo. C’è un’altra ipotesi in piedi, ma non è ancora definitiva, pertanto meglio non anticipare i tempi necessari. Può essere qualcos’altro in città, ma anche fuori dal contesto urbano. Non sottovaluto delle altre opportunità: ho sempre molta voglia di lavorare e gli stimoli non mi mancano».
Saluti a fine aprile e ripartenza pochi giorni dopo, in un posto con caratteristiche diverse, secondo il cronoprogramma: «Ci sono dei lavori da fare al Bembo, ma ci stiamo già pensando concretamente. Voglio rimettermi in discussione, anche perché ho l’età giusta per farlo, nel frattempo mi prendo una parte consistente dei meriti per quello che siamo riusciti a fare in questi anni, all’Astor, grazie ad un gruppo di ragazzi, che non ha mai avuto paura della fatica e sarà di nuovo con me, nel nuovo locale. Giustamente si fidano, del resto abbiamo lavorato bene e una squadra che funziona non ha certo bisogno di cambiamenti. Posso aggiungere, che ci sarà uno chef, che ha cucinato in posti molto importanti e sarà senza dubbio un valore in più».
Un ultimo tentativo di rimanere sulla più bella terrazza, che si specchia nel Piave, è stato fatto, a raccontare tutta la trattativa: «Si è discusso anche di acquisizione al 51 per cento, ma abbiamo capito subito che non c’erano i presupposti necessari. Crediamo di aver fatto diventare l’Astor un luogo importante, molto frequentato e in grado di presentare delle proposte di grande qualità ai propri clienti. Non potevo firmare il contratto per Moritsch alle nuove condizioni».
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