Belluno. Si spaccia per un tredicenne per adescare una ragazzina

BELLUNO. Si spacciava per tredicenne, per un adolescente e chiedeva alla ragazza-vittima di poterla incontrare. A Lodi sarebbe dovuto avvenire il rendez vous con lo pseudo innamorato: in realtà lui di anni ne aveva 22 e, quel che viene considerato più pericoloso è il fatto che sul groppone aveva già reati di violenza sessuale verso altre due adolescenti di Lodi e Milano.
La ragazzina bellunese adescata via web, in realtà, non aveva i soldi per comprare un biglietto di viaggio per Lodi, motivo per cui l’incontro era già in forse. I suoi hanno poi scoperto la situazione pericolosa e un bel giorno al nucleo investigativo di viale Europa si sono presentati il genitore e la tredicenne, per sporgere la denuncia.
L’inchiesta l’anno scorso è approdata sul tavolo della procura dei minori di Venezia, dopo gli accertamenti portati avanti dal nucleo investigativo coordinato dal maggiore Stabile.
La ragazzina si era scambiata qualche foto con il presunto fidanzatino che aveva conosciuto in chat o su internet. In realtà si trattava di un adulto, di 22 anni e anche recidivo: i carabinieri del nucleo investigativo sono arrivati a Lodi, e hanno scoperto dai loro colleghi che il personaggio aveva già dei precedenti per violenza. Aveva in passato adescato altre ragazze, una a Lodi e l’altra a Milano, era stato protagonista già di violenze sessuali.
Si è scoperto tutto perchè alla tredicenne bellunese aveva domandato un appuntamento. I due si scambiavano messaggi da qualche tempo, con i testi erano partite anche delle fotografie. Ben presto come accade in questi casi le richieste divengono più pressanti e spesso i minorenni si trovano davanti anche a ricatti belli e buoni dell’interlocutore che li minaccia di rendere nota la storia, le avances, le accondiscendenze. «Lo dico ai tuoi genitori», «pubblico le foto», «verranno a sapere di te»: frasi minacciose che oggi hanno una cornice di sanzione anche nel codice penale, rispondendo al reato di revenge porn. All’epoca però (la vicenda è a cavallo col 2019), al protagonista lombardo non si potè contestare questo reato perchè la norma sul revenge porn non era ancora diventata realtà. Sul caso comunque c’è stata una indagine che è incardinata con la procura per i minori di Venezia.
I carabinieri nel 2019 hanno poi trattato altre indagini abbastanza pesanti, con tre arresti. A parte il caso Guglielmo per la circonvenzione di incapace nota, si sono trovati ad indagare su un episodio tra Alpago e Mas di Sedico con un ecuadoregno; un tentato sequestro di persona della ex da parte di un cadorino Nico Dal Pont che cercò di caricare la donna in auto a tutta forza, partendo a portiere aperte (l’uomo è stato scarcerato da poco). Terzo: quello gravissimo della ragazzina violentata dal compagno della madre: una indagine nata nel 2018 ma conclusa nel 2019. L’uomo sta andando a giudizio. —
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