Belluno, prendono a picconate i vetri del bar della stazione di Longarone. Arrestate due minorenni

Le Volanti della questura le hanno fermate il 4 gennaio mentre si opponevano al gestore del locale: gli hanno spruzzato detersivo spray in faccia per scappare

Cristina Contento
Gli operatori della Volante che hanno operato quella sera: alle loro spalle la foto della vetrina infranta (Fotoservizio Perona)
Gli operatori della Volante che hanno operato quella sera: alle loro spalle la foto della vetrina infranta (Fotoservizio Perona)

Disfano a picconate i vetri del bar della stazione Fs di Longarone e spruzzano detersivo spray contro il gestore che impediva loro di uscire: due minorenni sono state arrestate dalle Volanti della questura di Belluno per tentata rapina impropria aggravata, danneggiamenti aggravati e lesioni. Una anche per porto abusivo di armi: nello zainetto i poliziotti hanno ritrovato un vecchio pugnale arrugginito di 34 centimetri e della lama di 21. Il  raid che le due ragazze hanno messo in atto da sole,  risale ancora alla sera di domenica 4 gennaio: in questi giorni però c’è stata la convalida da parte dei giudici minorili di Venezia che hanno convalidato appunto l’arresto operato di iniziativa dalla polizia (e confermato dal Pm della procura minorile) e riposto a piede libero entrambe le ragazze.

Il vetro sfondato
Il vetro sfondato

«Non è stata una bravata» hanno spiegato sia il questore di Belluno Roberto Della Rocca che la dirigente delle Volanti, Sofia Pierini.

Le due ragazze sono state sistematiche domenica scorsa: alla stazione di Longarone sono arrivate “armate” di un piccone di 90 centimetri e di un martello poco più piccolo: hanno infranto alcuni vetri, in particolare quello del bar che al momento era chiuso (erano le 21.30 circa). Sono entrate nel locale per una presunta razzia di sigarette: nel frattempo però era scattato l’allarme e il gestore si era precipitato sul luogo. Visto quel che stava succedendo, si è parato con la sua figura davanti al buco del vetro picconato: era all’esterno, per  impedire una via di fuga alle due ragazze perchè nel frattempo era stata chiamata la polizia. Ma la coppia  non si è spaventata minimamente: ha iniziato a lanciare pezzi di vetro contro  il barista e alla fine, per poter uscire, ha spruzzato anche del detersivo da bancone trovato nel locale.

Il piccone usato per sfondare il vetro del bar e il coltello trovato in uno zainetto
Il piccone usato per sfondare il vetro del bar e il coltello trovato in uno zainetto

L’arrivo delle Volanti ha messo fine alla situazione: le ragazze rompendo i vetri si erano anche ferite lievemente, delle gocce di sangue erano visibili sul marciapiede della stazione, dunque è  stata chiamata l’ambulanza, ma non volevano neanche farsi medicare.

Considerato lo scempio le due  minori sono state arrestate dalla polizia: il pm ha disposto che fossero “ristrette” non in un carcere ma nelle loro abitazioni fino al processo: incensurate, hanno visto convalidare la misura cautelare e sono state rimesse in libertà dal giudice davanti al quale sono dovute comparire.

Un episodio difficile da comprendere per gli operatori, ma soprattutto per le famiglie: le due ragazze apparentemente non avevano problemi, andavano a scuola e non hanno mai dato problemi. «Da quando  sono arrivata in questura a Belluno è la prima volta che mi trovo davanti a un fatto simile che coinvolge dei minori» spiega la dirigente delle Volanti, il commissario capo Sofia Pierini «Dobbiamo ringraziare la celerità dell’intervento da parte della Volante e degli operatori che hanno gestito una situazione non  semplice».

Il questore Della Rocca con la dirigente Pierini durante la conferenza stampa
Il questore Della Rocca con la dirigente Pierini durante la conferenza stampa

«Un episodio grave  che fa riflettere per l’età dei protagonisti» dice il questore Roberto Della Rocca «Il mio approccio è sempre quello educativo nei confronti dei ragazzi ma qui faccio fatica a capire il caso. Quel che  mi preoccupa è l’assoluta mancanza di percezione del rischio e delle conseguenze che  un atto del genere può comportare anche per il futuro. Sbagliamo a chiamarla bravata e  dobbiamo continuare a ragionare: una riflessione va fatta. Bisogna continuare a lavorare con i giovani: l’anno scorso ne abbiamo incontrati oltre 600 nelle scuole su temi della legalità. Ma evidentemente non basta: spesso siamo abituati a parlarci, forse li ascoltiamo poco».

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