Nel Bellunese crescono i casi di obesità grave curati con la chirurgia bariatrica
Una trentina all’anno le persone che ricorrono alla riduzione dello stomaco. Il primario Coppa: «La situazione nella nostra provincia è preoccupante». L’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre è centro di riferimento a livello provinciale

La chirurgia laparoscopica, e la possibilità di avvalersi al bisogno tecnologico anche del robot Da Vinci, vengono in aiuto dei grandi obesi purché siano consapevoli della scelta interventistica che restringe lo stomaco consentendo così un senso di sazietà precoce, e siano motivati al mantenimento dei risultati raggiunti.
Al Santa Maria del Prato, centro di riferimento provinciale per la chirurgia bariatrica, i pazienti operati sono stati 25 nel 2025. Ma il numero si attesterà sulla trentina alla fine di quest’anno.
«Già i casi trattati nel corso del 2025 rappresentano il numero minimo richiesto per consolidare l’ospedale di Feltre come centro affiliato alla società italiana di chirurgia dell’obesità», spiega il primario di Chirurgia generale Federico Coppa. Il chirurgo Coppa già nel 2019 era stato promotore, organizzatore ed esecutore dell’attività di chirurgia bariatrica – quella che si effettua in laparoscopia per la riduzione dello stomaco in grandi obesi – collaborando anche alla formazione di un team multidisciplinare per la selezione e la gestione di questi pazienti. Un lavoro che nel 2022 è confluito fra i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali dell’Azienda.
«Quella del ricorso alla chirurgia bariatrica è la punta dell’iceberg di un fenomeno che raggiunge, specie nella nostra provincia, proporzioni epidemiche. La chirurgia è di molto minoritaria rispetto al mare magnum della patologia obesità che sta diventando un’epidemia.
La nostra in particolare è dotata di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale sull’obesità riconosciuto a livello regionale che prende in carico il paziente dal sovrappeso fino all’obesità grave.
Ci sono diversi livelli di cura, noi ci occupiamo degli obesi gravi che necessitano di trattamenti intensivi. A livello internazionale i pazienti obesi che arrivano all’intervento non superano l’1 per cento. Ma ci sono anche altri dati che alzano l’asta al 2 o anche al 3 per cento».
Quali sono le caratteristiche che eleggono il paziente alla chirurgia bariatrica? «Sono in crescita i pazienti con patologie respiratorie legate all’obesità come le apnee notturne, legate all’incapacità dell’organismo di respirare schiacciato dalla mole, e quelli con diabete non insulino-dipendente e con malattie coronariche.
L’opzione chirurgica si prende in considerazione in caso di grave obesità, ovvero nei casi contraddistinti da un Bmi (rapporto peso/altezza) maggiore di 40 o quando l’obesità è accompagnata dalla presenza di altre patologie come diabete, ipertensione, apnee notturne, gravi malattie osteo-articolari o cardiopatie importanti. Questi pazienti, comunque sia, devono fare un percorso personalizzato che comporta la presenza di un internista, endocrinologo o diabetologo e un sistema di dietiste, chiamati a una valutazione sui livelli di motivazione».
L’intervento che a Feltre è associato a quello di “chirurgia plastica” per l’asportazione della pelle svuotata dell’adipe, corregge prima di tutto i valori di comorbilità del paziente obeso. «I valori di ipertensione, diabete e apnee notturne tendono a normalizzarsi», conclude Coppa. «E questo è un risultato importantissimo prima di tutto per la salute del paziente ma ha ricadute anche sul sistema sanitario».
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