A Castion l’ultimo saluto a mister Tormen
Mercoledì 13 maggio alle 15 il funerale nella chiesa arcipretale. Sul web il cordoglio di tante società e dei suoi calciatori

L’addio a mister Tormen sarà mercoledì 13 maggio alle 15 a Castion. Nel frattempo, dopo aver saputo della sua improvvisa scomparsa, moltissime squadre di calcio l’hanno salutato attraverso commossi messaggi su Facebook o altri social: dalla Dolomiti Bellunesi fino al Cappella Maggiore, passando naturalmente per il Fiori Barp. La sua ultima panchina, con tanto di vittoria del campionato, in discreto anticipo. Peraltro il pallone era solo una parte della sua vita: dal 2006, Tormen lavorava nella Bellunum, la società partecipata del Comune di Belluno, che si occupa di igiene ambientale, gestione delle aree di sosta a pagamento e scale mobili di Lambioi. Le scale erano il suo ambito di lavoro.
Tormen se n’è andato domenica mattina all’hospice Le Vette di Feltre e, al posto dei fiori, la famiglia raccoglierà volentieri offerte per questa struttura, che fa lo stesso lavoro di Casa Tua 2, a Belluno.
Ad annunciare il suo decesso la compagna Marica e i due figli Gianluca e Giada. I familiari, che gli sono rimasti vicini fino all’ultimo istante di lucidità: ormai erano giorni che il loro Sandro era sedato, in maniera da limitare al massimo il dolore provocato dal male incurabile, che aveva aggredito l’apparato digerente solo un mese prima.
Il decorso è stato velocissimo: neanche il tempo di avviare una terapia, nessuna speranza di guarigione, nonostante una visita in un ospedale specializzato di Verona.
Negli ultimi tempi, la digestione era senz’altro faticosa, ma chi avrebbe mai pensato che in poche settimane e sarebbe tutto finito? Anche perché fisicamente stava benissimo e non era certo uno che osservava una dieta sregolata. Eppure ci sono fumatori accaniti da tre pacchetti di sigarette al giorno, che hanno polmoni attrezzati per una resistenza inspiegabile.
Tormen non ha potuto godersi fino in fondo il trionfo con il Fiori Barp. Ha indossato la maglia celebrativa, poi è andato in panca con il Barbisano. Dirigenti e giocatori sapevano che non stava bene e gli hanno dedicato lo storico salto in Promozione.
Non c’è dubbio sul fatto che avesse una profonda conoscenza del calcio, unita a una personalità contagiosa. Se giocavi nella squadra di Tormen, sapevi che dovevi per forza vincere qualcosa o almeno lottare per il massimo. Saranno sicuramente in tanti domani: compagni di squadra e avversari.
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