Belluno, aggressione con video: locali vietati per un anno ai sei ragazzi di Castion
I giovani non potranno mettere piede o stazionare nei pressi di bar e pizzerie per 365 giorni. Sono stati incontrati dal questore Della Rocca con il quale hanno ragionato del brutale episodio

Pizza o hamburger vietati per un anno nei locali pubblici del centro: questa la “punizione” per i sei ragazzi autori dell’aggressione a un 46enne egiziano che non potranno mettere piede in un bar o ristorante del centro. L’aggressione fu filmata e postata sui social ma la polizia ha individuato i ragazzi fra i quali figura anche il figlio del dimissionario assessore comunale.
Il questore Roberto Della Rocca ha firmato i Daspo urbani: per tre giovani i divieti consistono nel non poter frequentare o stazionare davanti a locali pubblici dalle 18 alle 4 del mattino; mentre per altri tre di loro il divieto è esteso a tutta la giornata, per 365 giorni. Il questore li ha anche incontrati per ragionare dei gravi gesti messi in atto e dell’episodio maturato nella notte dello scorso 22 marzo. Il questore di Belluno, attraverso la Divisione Anticrimine, ha adottato dei provvedimenti di divieto di accesso e di stazionamento ai pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie) nel centro della città. Si tratta di provvedimenti che mirano a contrastare situazioni potenzialmente pregiudizievoli per la sicurezza collettiva: vietano di accedere all’interno o stazionare nei pressi di determinate attività commerciali espressamente individuate, hanno durata di un anno e, sulla base della valutazione amministrativa dei fatti commessi, per tre di loro si applicano nella fascia oraria compresa tra le 18 e le 4 mentre, per gli altri, coprono l’intera giornata.

«Queste misure servono a richiamare i destinatari al rispetto delle regole fondamentali della vita civile e sono finalizzate ad impedire la reiterazione di condotte illecite in determinati contesti, contrastando fenomeni di devianza giovanile e comportamenti violenti» spiegano dalla questura.
Dopo le notifiche Della Rocca ha incontrato i ragazzi invitandoli ad una riflessione sull’accaduto e soprattutto sulle relative conseguenze delle condotte poste in essere. Incontri che hanno fatto emergere reciproci spunti di riflessione sulla consapevolezza della gravità dei fatti e sulla necessità di fornire comunque ai giovani delle indicazioni certe e ben delineate e contestualmente un attento ascolto multiattoriale da parte degli adulti finalizzato alla condivisione delle aspettative, della fragilità e delle esperienze emotive che molto spesso sono intense e provvisorie.
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