Banditi i pesticidi dannosi e pericolosi «Puntiamo a un’agricoltura sostenibile»

L’assessore Deola e il sindaco Cesa presentano il nuovo regolamento realizzato in sinergia con la minoranza

Dante Damin

/ BORGO VALBELLUNA

Via libera al nuovo regolamento sui fitofarmaci, atteso da tempo a Borgo Valbelluna, ma finora mai concretizzato.

Consiglio on line

Il primo consiglio comunale via web ha fatto centro, soprattutto in termini di share. Iniziata un po’ in ritardo rispetto all’orario inizialmente concordato delle 18 a causa di inconvenienti tecnici, la seduta ha infatti regalato un picco di ascolti che alle 19.15 ha raggiunto le sessanta utenze: mai, nemmeno durante i consigli comunali veri e propri, hanno partecipato così tante persone. Gli utenti si sono collegati alle 17.55 in punto, prima di assistere al dibattito vero e proprio. Ogni consigliere ha acceso la propria webcam, interfacciandosi con gli altri, sotto la supervisione del sindaco Cesa, il quale ha fornito a tutti gli ascoltatori le indicazioni necessarie a procedere, accendendo o spegnendo i singoli microfoni per evitare sovrapposizioni vocali. Le diverse finestre che si sono accese hanno creato un clima subito distensivo tra i partecipanti, motivato dal fatto che alcuni di loro non erano pienamente avvezzi alla tecnologia. Immancabili i problemi di rete. Vittima l’ex sindaco di Lentiai, Armando Vello, il quale, nella seconda metà del consiglio, è stato costretto per forza di cose a uscire dalla chat, intervenendo al telefono, sia per la dichiarazione di voto che per l’immediata eseguibilità. Una scena che ha regalato un sorriso a tutti, visti i tempi che corrono. Per ricordare proprio le vittime bellunesi e non solo, tutti i rappresentanti amministrativi si sono alzati in piedi, nelle loro rispettive stanze, per un minuto di silenzio.

Stop pesticidi

Atteso da tempo il principale punto discusso. Risalgono, infatti, a tre anni fa le prime proteste da parte dei cittadini dell’ex Comune di Trichiana, specialmente nella zona a rischio di Casteldardo, soggetta alla coltivazione intensiva dei vigneti. La gente chiedeva la limitazione dell’uso dei pesticidi e la riduzione degli incentivi economici per le produzioni intensive e no food in favore di modelli di coltivazione sostenibili per prodotti tipici e primari.

Nato in collaborazione con la minoranza e con il supporto di varie associazioni di categoria, il testo del nuovo regolamento è piuttosto corposo e bandisce i prodotti chimici dannosi per la salute umana, tutelando l’agricoltura del territorio, compresa quella biologica.

«L’ossatura del testo», spiega l’assessore Simone Deola, «nasce dalla base dei regolamenti preesistenti. Dal punto di vista tecnico ciascun prodotto fitosanitario porta con sè una scheda tecnica, sulla quale troviamo le frasi rischio (H +un numero), che indicano il grado di pericolosità, classificato in base alla normativa europea. La prima grossa azione che abbiamo compiuto è stato vietare determinati codici: tra questi l’H334, che può portare difficoltà respiratorie e così via, l’H350, che può provocare il cancro, l’H360, che può nuocere al feto e alla fertilità. E via dicendo». Il percorso intrapreso è quello di utilizzare prodotti meno impattanti.

I prodotti dovranno essere utilizzati in base a determinati criteri, «a distanza da parchi giochi, scuole, case di riposo e altri siti ritenuti particolarmente sensibili», ha proseguito Deola, «alla pari delle aree di protezione come i corsi d’acqua e le case di residenza».

L’intervento del sindaco

«La speranza è che questo regolamento apra le porte a un ragionamento provinciale improntato sulla sostenibilità ambientale», ha sottolineato il sindaco Stefano Cesa che, prendendo spunto dal testo redatto da Luca Mercalli “Non c’è più tempo”, ha sottolineato che il nuovo regolamento è stato costruito per la tutela della salute. «I più esposti all’inquinamento globale e agli ingenti patogeni sono i bambini e dopo di loro gli adulti: l’approvazione del nuovo regolamento vuole proporre tali considerazioni per ripartire con fiducia verso il domani. È necessario trovare uno sviluppo comune improntato sulla sostenibilità ambientale e noi puntiamo a creare un modello di sviluppo in ambito agricolo e rurale che posa fungere da traino a livello provinciale: un territorio con un patrimonio di assoluto pregio da salvaguardare, per la tutela della salute dei cittadini e per l’unicità del contesto in cui essi vivono». –

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