«Avevo un brutto male, sono guarito»

CANALE. «Albino Luciani lo prego come sia già beato, anzi, santo. E non solo perché mi ha graziato. Avevo, infatti, un brutto male e, dopo aver invocato la sua intercessione, sono guarito». Chi...

CANALE. «Albino Luciani lo prego come sia già beato, anzi, santo. E non solo perché mi ha graziato. Avevo, infatti, un brutto male e, dopo aver invocato la sua intercessione, sono guarito». Chi parla è Giuseppe Denora, ex banchiere, che per la quarta volta arriva a Canale. E questa volta portando anche la sua famiglia. «Qui mi sento di casa. La devozione a papa Luciani la si spiega con quanto lui stesso ha fatto per la Chiesa, che voleva povera, umile, semplice, slegata dal potere. Mi ha affascinato tutta la sua vita improntata a questa visione». In prima fila, accanto alla famiglia Denora, anche Daniele Bravo, la moglie e la figlia. Daniele aveva dieci anni quando Luciani lo chiamò vicino alla sua cattedra per fargli alcune domande. Gli chiese tra l’altro se voleva restare in quinta elementare o passare alla prima media. «Tutti continuano a chiedermelo, perché in verità risposi che volevo restare in quinta, dal momento che temevo di perdere la maestra e i compagni. Perfino mio figlio oggi continua a farmi, scherzando, la stessa domanda». Inutile chiedere a Bravo se sia devoto di Luciani. «Il suo insegnamento è un punto di riferimento costante della mia vita». (fdm)

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