«Auguro a tutti di entrare in una dimensione infinita»
BELLUNO. «La giornata di oggi ci apre a una dimensione intima ma anche infinita. Se pensiamo ai nostri cari che ci hanno lasciato abbiamo bisogno di entrare proprio nelle profondità di noi stessi». È un messaggio di raccoglimento quello diffuso dal vescovo di Belluno, Renato Marangoni durante la cerimonia religiosa in ricordo di tutti i fedeli defunti ieri pomeriggio al cimitero urbano. Ad ascoltarlo quasi un centinaio di persone. Pochi giovani, come era prevedibile. La maggior parte anziani. Ma tutti con lo stesso proposito: ricordare e commemorare coloro che non ci sono più e che, tuttavia, ci influenzano ancora a causa di un vuoto con cui è difficile relazionarsi.
Un pensiero che può disorientare perché spinge in una dimensione in cui, ha continuato il vescovo, «ci sentiamo di non essere più i padroni e avvertiamo che qualcosa spazia oltre e abbraccia addirittura il cielo. Auguro a ciascuno di voi di entrare in questa profondità e in questa dimensione così infinita. La giornata di oggi ci permette di rivisitare i nostri cari e di farci incontrare da loro». Durante il suo discorso Marangoni ha poi ricordato un personaggio dell’antico testamento, Giobbe, che dovrebbe far riflettere «perché sembra raccogliere un po’ tutte le disgrazie di questo mondo. Chi più di lui ha portato nella sua carne il dolore senza lasciarsi sopraffare da esso? Giobbe confidava in un Altro. E ci provoca a cercarlo. Non dobbiamo disperare. Ciò che è fallimento, fragilità e peccato nella nostra vita non è un impedimento per farlo». Infine, è stato affrontato il tema della resurrezione: un mistero da custodire. Qualcosa che «può cambiare anche la vita di oggi rendendola più umana, per questo dobbiamo vivere questo segreto come potenza di perdono, riconciliazione e pace». (d.p.)
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