“Atelier Oasi 58” Spazi aggregativi trasferiti sul web ma sempre attivi
Sedico
Brevi video quotidiani con letture, lavoretti e proposte digitali per bambini e ragazzi. È il progetto “L’atelier di Oasi 58”, organizzato dalla Cooperativa “Blhyster” di Sedico, per trasformare in digitale lo spazio di aggregazione che si proponevano di creare nei laboratori pomeridiani nella sede della Casa Conz.
Il progetto, avviato il 16 marzo, è alla quarta settimana. Cinque i video pubblicati ogni settimana su Youtube, sul canale “l’atelier di Oasi58”, uniti da un filo conduttore che lega tutte le attività proposte: nelle scorse settimane i fili conduttori sono stati il viaggio, le donne e le culture.
Le attività sono condotte da educatori della cooperativa e includono anche contenuti messi a disposizione gratuitamente da vari siti web. Il responsabile, Francesco Santin, racconta che la volontà era quella di proporre un progetto di qualità e aperto, per riprodurre la filosofia degli spazi di aggregazioni liberi che la cooperativa offre nella sua attività sul territorio.
Il progetto, in questa nuova veste digitale, ha permesso il contatto con ragazzi provenienti da varie zone della provincia, non solo con quelli, una ventina, che già abitualmente frequentavano i laboratori pomeridiani. L’iniziativa rientra in “Una comunità a sostegno della famiglia”, progetto provinciale di welfare, finanziato da Cariverona, di cui è capofila la Usk1 e che comprende 25 partner tra comuni, cooperative e altri enti. L’impegno è quello della prevenzione del disagio sociale negli adolescenti e nelle loro famiglie, mediante interventi nelle scuole e eventi di informazione alla popolazione.
Il progetto comprende anche la formazione dei dipendenti dei servizi per l’adolescenza e la creazione di “poli” in sette sedi in varie zone della provincia. In questi poli, grazie alla presenza di un educatore e di uno psicologo, 65 ragazzi hanno seguito attività di integrazione sociale dal 2018, quando il progetto prese avvio.
I ragazzi a cui ci si rivolge sono prevalentemente i cosiddetti “ritirati sociali”, che hanno abbandonato la scuola e le relazioni esterne.
Tutte queste attività hanno dovuto subire, in questo momento, una rimodulazione: a raccontarlo è Mirta Lombardo, responsabile dei servizi dell’età evolutiva della Usl1, coordinatrice del progetto. «Abbiamo dovuto riadattare i modi in cui ci avviciniamo e veniamo in contatto con i ragazzi. È fondamentale in questo momento cercare di trovare, anche nella scuola, spazi di socializzazione, di incontro attivo e di relazione in questa nuova quotidianità. In famiglia è importante per i ragazzi trovare il loro ruolo, che possa valorizzare le loro competenze, come ad esempio l’uso di Internet che si sta rivelando fondamentale in questi giorni. Anche per i genitori questa è una sfida, una situazione di precarietà che mette allo scoperto limiti e dolore, che non vanno nascosti, ma condivisi tramite il dialogo con i figli». —
Caterina Pison
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