Arrivi a San Gregorio, vertice con i cittadini

Il sindaco ha incontrato il comitato che chiede chiarezza sugli stranieri all’ex hotel Monte Pizzocco

SAN GREGORIO NELLE ALPI. I migranti arriveranno a San Gregorio ma non si sa né quando né quanti saranno: potrebbero essere 20 come 7, 5, o 2.

Regna ancora molta incertezza sul loro arrivo, anche da parte dello stesso Comune, che ancora non ha ricevuto informazioni certe per ragionare su un piano di accoglienza coordinato, da attuarsi in accordo con la cooperativa Tempus che gestisce l’accoglienza e le forze dell’ordine. «Il numero 20 indica la capienza massima dell’ex albergo Monte Pizzocco», precisa il sindaco Nicola Vieceli, «ma da parte della prefettura non abbiamo ancora avuto l’ufficialità sui numeri delle persone attese. Potrebbero essere anche meno. L’auspicio è che arrivino scaglionati. Il numero è stato fissato dalla prefettura di Belluno per una questione di proporzionalità rispetto al numero di abitanti. Quindi nei Comuni da 1000 a 3000 abitanti possono arrivarne fino a 20. L’intenzione al momento è di ridistribuirli equamente su tutto il territorio, senza sovraccaricare alcuni centri rispetto ad altri».

La preoccupazione dei residenti potrebbe ridimensionarsi da sola. Anche perché al momento non ci sono problemi oggettivi da risolvere, ma soltanto timori.

Per individuare la radice del problema, Vieceli ieri sera ha incontrato il gruppo di cittadini che si è fatto avanti pubblicamente giovedì per esternare paure e rivendicazioni. La più urgente riguarda l’incolumità pubblica, visto che in altre parti d’Italia sono scattate situazioni di tensione attorno o tra i richiedenti asilo. Per questo «spiegheremo come funziona il servizio e il progetto di accoglienza, la cooperativa dettaglierà la gestione dei migranti e delle eventuali soluzioni a difficoltà che potrebbero insorgere. La prefettura mi ha rassicurato e si è dichiarata aperta al dialogo e ad ogni tipo di segnalazione, come anche la Tempus», sottolinea il sindaco, «quindi mi sento di tranquillizzare i cittadini rispetto alla paura di non essere tutelati».

La scelta di occupare l’ex albergo paesano è stata dettata anche dall’urgenza della coop fonzasina di trovare uno spazio abbastanza capiente da assorbire il potenziale numero di arrivi fissato dalle istituzioni. Se poi saranno meno, il processo di integrazione sarà più morbido, senza fretta né forzature. Anche perché a San Gregorio ci sono già diverse famiglie di stranieri ben inserite nel piccolo contesto di montagna. Certo, sono arrivate in altro modo, ma hanno comunque saputo integrarsi. Anche grazie alla predisposizione del paese.

Francesca Valente

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