Anziani bellunesi ancora nel mirino dei truffatori

Martedì 17 febbraio sventati diversi casi di raggiro ai danni di pensionati. La Questura di Belluno in prima linea per scongiurare questi episodi invita la popolazione a tenere alta la guardia e a denunciare

Polizia in prima linea contro le truffe agli anziani. A distanza di poche  settimane dall’arresto in flagranza di due delinquenti campani, per truffa ai danni di una anziana, che, tratta in inganno, aveva consegnato i propri gioielli del valore complessivo di circa 30mila euro (refurtiva poi recuperata), martedì 17 febbraio sono giunte al numero di emergenza 113 della Questura di Belluno due chiamate per tentata truffa da parte di persone residenti nelle zone vicine. I cittadini hanno raccontato di aver ricevuto una chiamata sulla linea fissa da soggetti che si sono presentati come appartenenti alle forze di polizia, riferendo di situazioni emergenziali di pericolo per i loro parenti. Per questo chiedevano di fornire dati personali recandosi agli uffici di Polizia.«Questo è il modus operandi tipico per confondere la persona al telefono, per poi sottrarle denaro o gioielli», dicono dalla Questura.

Ma sempre il 17 febbraio, nel pomeriggio, si è presentato agli uffici della Polizia di Belluno un anziano over 80 che ha raccontato di essere stato probabilmente vittima di una tentata truffa. «Le modalità in questo caso, dalla ricostruzione finora condotta dagli agenti della Squadra Mobile, sono le stesse di quelle utilizzate dai truffatori arrestati: un soggetto, spacciandosi per un appartenente ad una forza di polizia, contatta telefonicamente la vittima e, per trarla in inganno, racconta che la targa della macchina di un parente è stata clonata e successivamente utilizzata per commettere un fatto di reato, come ad esempio una rapina o un furto. Tutto questo per confondere e convincere la vittima a consegnare monili e denaro, a titolo di riscatto. Condotte, quelle descritte, rimaste fortunatamente allo stadio del tentativo», evidenziano dalla Questura ribadendo il proprio costante impegno nella prevenzione e repressione di tali condotte predatorie, ricordando che «non è previsto, in alcun modo nel nostro ordinamento, il pagamento di somme di denaro o di monili preziosi nei confronti degli appartenenti alle forze di polizia, a titolo di riscatto da situazioni di pericolo. Segnalate questi episodi ai numeri di emergenza 112 e 113».

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