Antichi lavatoi, restauro in vista con il Gal

Sedico, il Comune vuole sfruttare i nuovi bandi di finanziamento del Piano di sviluppo rurale
Pietro Gaio Lamon
Pietro Gaio Lamon

SEDICO

Nella parte alta del territorio di Sedico sono disseminati diversi lavatoi, testimonianza visiva di un passato neanche troppo lontano. L'amministrazione sta valutando di restaurarne due, sfruttando i finanziamenti messi a disposizione dal Gal Prealpi e Dolomiti attraverso i nuovi bandi del Piano di sviluppo rurale del Veneto.

La misura 323/A, infatti, finanzia interventi di tutela e riqualificazione del patrimonio rurale, e l'azione 3 mette a disposizione 600 mila euro con finanziamenti che per gli enti pubblici arrivano al 75%. «Non sarebbero lavori troppo costosi, ci stiamo pensando», sottolinea il vicesindaco di Sedico Roberto Maraga. «Potremmo restaurare i lavatoi di Barp e del Peron». Maraga sta inoltre valutando di presentare domanda di finanziamento per il restauro conservativo della chiesetta di Meli, e per il recupero del percorso pedonale che corre lungo la via Augusta che si trova dietro la chiesa del Mas.

I due bandi sono stati presentati ieri dal presidente del Gal Prealpi e Dolomiti Pietro Gaio e dal direttore Matteo Aguanno. In ballo ci sono 1,6 milioni di euro a disposizione di Comuni, Cm, aziende, privati. «Chiunque può far domanda», ha sottolineato Gaio. L'Azione 2 della misura 323/A riguarda il recupero del patrimonio storico – architettonico: strutture, immobili e fabbricati di pregio che devono essere stati realizzati prima del 1955 perchè la domanda ottenga il finanziamento. Il Gal erogherà fino a 50 mila euro ai privati (40% del totale), fino a 100 mila agli enti pubblici (75% del totale), e a disposizione c'è un milione di euro. Le domande si possono presentare fino al 3 maggio. L'Azione 3, invece, riguarda interventi di valorizzazione e qualificazione del paesaggio rurale, come il recupero di fontane, capitelli, lavatoi, della viabilità storica vicinale, di piazzette o muretti a secco. A disposizione 600 mila euro, i termini per presentare la domanda scadono il 3 aprile. Un milione e 600 mila euro, di questi tempi, non sono propria una cifra irrisoria.

«I Gal sono tra le poche sedi di finanziamento rimaste», ha evidenziato Gaio. Per dare qualche numero, dal 2010 sono stati erogati attraverso il Gal2 circa 4 milioni di euro di fondi europei, 60 le domande finanziate a foronte di un'ottantina di richieste. «Abbiamo finanziato microimprese, anche di start up, nel settore legno e ricettività extra alberghiera, itinerari turistici, favorendo i giovani, le donne e i disoccupati», ha concluso Matteo Aguanno.

Alessia Forzin

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