Ampliamento in vista per il museo di Alano

ALANO DI PIAVE. Il museo civico storico territoriale di Campo sta per essere ampliato. Merito di un doppio finanziamento regionale che consentirà di installare una scala antincendio e un sistema di videosorveglianza, di mettere a posto il tetto e di acquistare bacheche e arredi nuovi. Questo consentirà l’occupazione di altre due stanze, attualmente inutilizzate, dove saranno esposti i materiali più pregiati conservati in magazzino, assieme alla collezione di telefoni da campo donata al Comune dalla famiglia di Gian Bartolomei, attento recuperante di cimeli di guerra. I 150 apparecchi, usati durante il conflitto mondiale e all’interno delle centrali militari, risalgono a un periodo che va dal 1914 ai primi anni sessanta. I lavori per mettere a norma la porzione di stabile e per ammodernare gli interni sono cominciati da qualche settimana, ma il patto di stabilità li sta rallentando. Uno dei due finanziamenti della Regione, quello per i nuovi arredi e le teche, ammonta a 35 mila euro, con un cofinanziamento di 9 mila 450 euro del Comune. Il museo è stato inaugurato nel 2001 nelle ex scuole della frazione di Alano di Piave, occupando solo un paio di stanze al piano terra. Nel 2007 la gestione è stata affidata all’associazione “Amici del museo della Grande guerra”, che negli anni si sono occupati di gestirne le aperture, curarne gli allestimenti e promuovere pubblicazioni tematiche. Nel 2008 c’è stata una duplice inaugurazione. Prima è stata aperta una parte del primo piano, dove sono stati esposti due cannoni della Grande guerra, reperiti a Bari da alcuni amici dell’associazione. Successivamente è stata inaugurata una nuova sezione espositiva nel seminterrato, voluta dagli ex emigranti di Alano e dedicata proprio all’emigrazione dalle terre del basso Feltrino, e all’epoca era la prima aperta in provincia. Sono state ricreate in quattro stanze le ambientazioni delle miniere del Belgio, dove molti abitanti della stessa Campo sono finiti a lavorare, assieme a scenografie sui viaggi oltre oceano. Il pacchetto di contributi rientra nel progetto per il recupero e la valorizzazione di beni storici, architettonici e culturali della Prima guerra mondiale voluto dalla Regione e vinto anche da Seren del Grappa, Santa Giustina e Feltre. A Seren arriveranno 4 mila euro per acquistare un cannone; Santa Giustina userà i suoi 11 mila euro per recuperare un deposito di munizioni, diffondere alcune indagini e sondaggi, stampare depliant e acquistare nuove bacheche; Feltre spenderà i suoi 12 mila euro per restaurare cimeli e comprare nuove teche espositive. Il museo di Campo è intitolato ai recuperanti, che con il loro attento lavoro di ricerca e di conservazione hanno regalato alla struttura la maggior parte del materiale presente. (f.v.)
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