Ambientalisti in marcia per dire no alla strada

In 450 hanno raggiunto Casera Palantina, già innevata: adesso nel mirino c’è la pista forestale che dovrebbe unire il Piancavallo al Cansiglio

TAMBRE. Finisce in Parlamento la vicenda del Cansiglio, con il San Marco e una nuova strada forestale. Si è impegnata a farlo Laura Puppato, del Pd, anche lei fra i 450 ambientalisti che ieri hanno protestato ai 2 mila metri di Casera Palantina.

La Regione non è riuscita a vendere l'ex albergo San Marco, neppure per 815 mila euro (ultimo bando), ma ci sono investitori trevigiani pronti a dargli l’assalto nell’eventuale trattativa privata per trasformarlo in un centro benessere. L’allarme è stato lanciato dal raduno della Palantina, già coperta dalla neve. Tra i manifestanti anche la parlamentare trevigiana, al centro in questi giorni della polemica con l'Anpi.

Davanti a quanto resta delle ex casere degli allevatori, in una temperatura da 10 gradi sotto zero, Vittorio De Savorgnani, Giancarlo Gazzola e Michele Boato, delle associazioni “Mountain Wilderness” ed “Ecoistituto” (erano presenti anche Cai, Lipu, Wwf, legambiente), hanno lanciato un secondo allarme. «Il Comune di Aviano vuol costruire in quota una pista forestale, da Piancavallo al Cansiglio, che faccia il giro della Palantina, per gli appassionati di mountain bike. In realtà la pista si trasformerà negli anni in una comoda strada».

Strada oltremodo panoramica, ma proprio per questo osteggiata dall’ambientalismo e dall’alpinismo, come ha sottolineato Antonio Zambon, presidente del Cai del Friuli. La protesta di San Martino era scattata, 29 anni fa, con lo scopo di bloccare il progetto di collegamento sciistico tra Pian Cavallo, cima Palantina e Col Indes in Alpago. Dopo lunghi anni di proteste, il Comune di Tambre ha rinunciato a quest'ipotesi. «Questa volta si tratta di una pista forestale, ma è ugualmente un attentato all’ambiente - puntualizzano De Savorgnani, Gazzola e Boato -, che provvederemo a combattere con la stessa determinazione con cui abbiamo bloccato le piste da sci».

Gli ambientalisti ricordano che esiste già una strada che collega il Cansiglio con Piancavallo, sulla dorsale sud della montagna e che i Comuni interessati hanno provveduto ad asfaltare a pezzi. Il grande timore condiviso al raduno è sostanzialmente la privatizzazione di quest’oasi naturalistica che meriterebbe il riconoscimento di una riserva se non addirittura di entrare nel patrimonio dell'umanità tutelato dall'Unesco. «Porterò in Parlamento le vostre istanze - ha assicurato Puppato, che ha raggiunto anche lei le casere dopo 2 ore a piedi - e ci adopereremo in Regione per evitare lo scempio del San Marco e di questa nuova strada».

La parlamentare trevigiana si è rivolta a Sant'Osvaldo, il patrono delle foreste, perché protegga il bosco. Ma si è appellata anche al rispetto della storia (col rispetto della Serenissima per la foresta). Nessuno ha applaudito all'annuncio del fallimento del nuovo bando per il San Marco. «Temiamo che adesso la Regione vada a trattativa privata per cedere l'ex albergo, al centro della Piana, a dei privati che si sono resi disponibili ad acquistarlo per trasformarlo in una spa di lusso». A parte la cifra per l'acquisto, la somma necessaria per la ristrutturazione dell'hotel, l'unico del Cansiglio, è di circa 5 milioni di euro. «Ci sono, però, degli investitori interessati ad affittare l'ex albergo dalla Regione - ha fatto sapere Boato -, lasciando quindi la proprietà alla Regione, e quindi senza avviare un pericoloso processo di privatizzazione».

 

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