Addio a Pier Vincenzo De Prà, storico imprenditore

Aveva 69 anni ed era titolare dell’azienda che lavora materia plastiche a Paludi di Pieve d’Alpago. Il cordoglio di Confartigianato

Piervincenzo De Prà aveva 69 anni
Piervincenzo De Prà aveva 69 anni

Addio a Pier Vincenzo De Prà, titolare della Ditta De Pra materie plastiche con sede a Paludi di Pieve d’Alpago.  69 anni, guidava l’azienda di famiglia che, nel 2019, aveva festeggiato i cento anni di attività: «L’aveva creata mia nonna Olga Tozza», aveva raccontato  De Prà al Corriere delle Alpi.«Era nata in origine come utensileria e commercio di ferramenta, poi mio padre Angelo l’aveva sviluppata nel dopoguerra nel settore dei materiali edili. Negli anni Ottanta il sottoscritto aveva puntato sulla  lavorazione della plastica in sostituzione dei materiali tradizionali più fragili, così da restare competitivi sul mercato. Fra le altre cose, sono stato il primo a produrre quei taglieri in plastica bianca che sono ormai in tutte le case».

Adesso l’azienda ha circa 15 addetti e un fatturato che supera il milione di euro; nonché un’altra attività produttiva in Romania con otto collaboratori. Il 35% del fatturato viene realizzato all’estero, nei paesi balcanici, in Germania, Svizzera, Inghilterra ed anche in Africa. Tutte realtà seguite dall’ufficio commerciale di Pieve d’Alpago. Fra i vari prodotti ci sono gli accessori per il settore dell’industria alimentare, i piani di lavoro per pasticceria, le tende a strisce flessibili, i “bottazzi” per le barche, ovvero i rivestimenti delle banchine dove attraccano le navi, e i paracolpi da sistemare nell’ambiente ospedaliero.

«Con la scomparsa di Pier Vincenzo De Prà», sottolinea Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato, «abbiamo perso, oltre a un amico, un artigiano nello spirito, nella passione, nel cuore. Un artigiano giustamente orgoglioso della sua storica impresa, fondata nel 1919 e giunta con suo figlio Leonardo alla quarta generazione. Un artigiano stimato per la qualità del suo lavoro: non a caso è stato coinvolto nella costruzione della pista da bob che è stata sotto i riflettori delle recenti Olimpiadi di Cortina. Un lavoro di cui andava giustamente orgoglioso e che ha raccontato anche nei video ufficiali realizzati a livello nazionale da Confartigianato».

Scarzanella parla di «un artigiano innovatore, che aveva recentemente realizzato un impianto per poter riciclare gli scarti delle sue lavorazioni, all’insegna di un’economia circolare e di una sostenibilità ambientale che rappresentano il futuro per le nostre imprese e per il nostro territorio. Un artigiano che non si è chiuso nella sua impresa, ma si è dato da fare per la comunità, affiancandoci per esempio nella battaglia per risolvere i problemi idraulici della zona industriale e artigianale di Paludi. Un artigiano vero, insomma, che amava darsi da fare, facendosi apprezzare per la schiettezza e la sincerità delle sue posizioni, sempre animato da entusiasmo e spirito costruttivo, stimolando chi collaborava con lui. La notizia della sua scomparsa mi ha scossa e profondamente addolorata. Rivolgo alla cara moglie Raffaella, a Leonardo e alla loro famiglia la vicinanza mia e di Confartigianato Imprese Belluno».

 

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