Allarme per il benzoapirene nell’aria di Santo Stefano

Peggiorano le condizioni dell’aria nel comune di Santo Stefano, soprattutto per quanto riguarda la presenza di benzoapirene, la sostanza cancerogena prodotta in particolar modo dalla combustione della legna.
L’allarme arriva direttamente dall’Arpav di Belluno, che nel 2018, su richiesta dall’allora sindaco Alessandra Buzzo, aveva portato avanti una campagna di monitoraggio della qualità dell’aria.
La relazione tecnica, pubblicata in questi giorni, sintetizza i monitoraggi effettuati dalla centralina Arpav che era stata posizionata nella piazzetta dell’Emigrante, dove in precedenza erano state riscontrate le maggiori concentrazioni di inquinanti quali le polveri sottili Pm10 e il benzoapirene. Allo scopo, è stato impiegato un laboratorio mobile appositamente attrezzato.
«Il controllo annuale dei principali inquinanti atmosferici ha confermato la presenza significativa di polveri Pm10 e di benzoapirene, che nel periodo invernale hanno raggiunto valori molto elevati», scrivono nella relazione i tecnici di Arpav. In realtà i valori della seconda sostanza sono di gran lunga superiori alla media che si dovrebbe avere. «Durante l’inverno l’origine principale dei due inquinanti è imputabile alla combustione di biomassa, peraltro caratteristica delle zone di montagna. In particolare, le polveri Pm10, pur avendo rispettato il valore limite della media annuale, hanno fatto registrare 35 superamenti del limite giornaliero, pari al numero massimo consentito nell’anno. La media annuale del benzoapirene, invece, ha ampiamente superato il valore obiettivo fissato dal decreto legge. La media dei valori riscontrati è risultata di 6,8 ng/m³, molto superiore al valore obiettivo annuale per la protezione della salute umana, fissato in 1 ng/m³».
Per l’Agenzia di protezione dell’ambiente le cause di questo risultato possono essere ricondotte «alla particolare conformazione orografica della valle che, associata alle temperature invernali talvolta rigide, determina l’instaurarsi di condizioni di inversione termica spinta, caratterizzata da assenza di rimescolamento dell’aria negli strati più bassi dell’atmosfera. Questa condizione, peraltro confermata dall’analisi meteorologica, provoca il ristagno degli inquinanti e l’innalzamento della loro concentrazione. È utile continuare a informare e sensibilizzare la popolazione sul corretto uso della biomassa per il riscaldamento domestico e sulla necessità di pulire periodicamente condotte da fumo, stufe e camini. Altrettanto importanti sono le misure di risparmio energetico e il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e degli apparecchi di combustione». —
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