Allarme ad Auronzo: in arrivo 40 profughi
AURONZO. È bastato un messaggio su Whatsapp per scatenare la "psicosi-profughi"ad Auronzo. Un messaggio partorito da un cittadino domenica pomeriggio e che nell'arco di poche ore ha fatto il giro del paese espandendosi a macchia d'olio. Il messaggio annunciava l'imminente arrivo ad Auronzo di 40 profughi. Già identificata anche la sede del loro alloggio: l'hotel Aabs, in via Cella. Il messaggio si concludeva con l'invito ai cittadini auronzani a vigilare sulla vicenda e con un sarcastico ringraziamento al sindaco Daniela Larese Filon per aver dato il benestare a tutto questo. Apriti cielo. Dal messaggio ai commenti in rete il passo è stato brevissimo. La fonte del messaggio è rimasta anonima, in compenso il tam tam si è propagato velocemente coinvolgendo anche gli amministratori auronzani, chiamati in causa alla ricerca di conferme o smentite.
"Barricate!" esclama sui social un cittadino auronzano, tendendo così la mano all'anonimo promotore dell'iniziativa che nel messaggio esorta vigorosamente i propri concittadini «a fare qualcosa, si legge, «in maniera concreta al posto di parlare e lamentarsi».
Una bufala? O c'è qualcosa di vero che si agita come la polvere sotto i tappeti? Chissà. Fatto sta che a riportare la situazione sui binari più consoni ci ha pensato l'assessore Lorenzo De Martin che ha affidato alla propria pagina Facebook un social-pensiero in grado di riassumere perfettamente lo stato dell'arte: «Una vicenda analoga è stata annunciata già due mesi fa con l'arrivo ad Auronzo di quaranta profughi che avrebbero trovato alloggio nell'ex canonica di piazza Santa Giustina. Questo ovviamente non è mai avvenuto; anzi, nel frattempo l'ex canonica è diventata la nuova sede della sezione Cai di Auronzo ed ospita anche le Regole ed una serie di associazioni. A questo punto i profughi dovrebbero essere ottanta, se la matematica non è un'opinione». Dalle battute alla presa di posizione istituzionale: «In municipio non vi sono notizie ufficiali in merito e nessuno sa nulla, due mesi fa come oggi». Tam tam mediatico dunque frenato nonostante i tanti dubbi espressi dalla cittadinanza. «Ci dispiace che per qualcuno ci sia già un colpevole prima ancora che sussista il fatto», conclude De Martin nel suo intervento, «dal canto nostro vigileremo, pur consapevoli che non sempre un Comune è in grado da solo di decidere il da farsi in tali situazioni. Se servirà, faremo chiarezza laddove sarà ritenuto necessario».
Questa mattina intanto in prefettura si svolgerà la consueta gara tra le cooperative del territorio che si occupano dell’accoglienza degli immigrati.
Gianluca De Rosa
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








