Alano, calano gli abitanti «Soli possiamo fare poco»

L’amministrazione comunale fa i conti con un saldo annuale di -44 «Corsi universitari e post diploma sono utili per trattenere i nostri giovani»

/ alano di Piave

Il Comune di Alano perde 44 abitanti nel giro di un anno e mezzo. Il calo demografico nel Basso Feltrino, così come in tutta la provincia di Belluno prosegue senza sosta: all’inizio del 2019 nel territorio erano infatti presenti 2.781 abitanti, mentre ad oggi, con i dati aggiornati al 31 luglio, i residenti ammontano ad appena 2.737 unità, di cui 1.344 maschi e 1.393 femmine.

Non se la cava meglio nemmeno Quero Vas, che vanta attualmente 3.134 abitanti, qualcuno in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (3.157). Il saldo rimane sempre negativo, poiché il numero di nascite non supera quello dei decessi: e con una popolazione che invecchia i problemi futuri saranno sempre maggiori, considerando l’emigrazione dei giovani che cercano fortuna altrove.

«Ad eccezione della Valbelluna», riferiscono dall’amministrazione comunale di Alano di Piave, «che ha qualche segno positivo per quanto riguarda i residenti, lo spopolamento colpisce anche le zone periferiche più basse della provincia. Questo è un tema che presuppone comunque non delle soluzioni semplicistiche e temporanee, ma una politica lungimirante che consenta la permanenza dei giovani sul nostro territorio. Ad Alano, nel Basso Feltrino e nel bellunese in generale, abbiamo un’età media molto alta, il che rappresenta una fortuna perché significa che qui si vive bene come dimostrano le statistiche, ma anche il suo contrario, se consideriamo che si perdono circa mille abitanti all’anno».

Per arginare il processo di decremento della popolazione gli strumenti sono molteplici: alcuni, come l’apertura di una sezione della Luiss Business School a Belluno, sono già stati intrapresi, per far sì che la provincia possa divenire maggiormente attrattiva e che gli stessi giovani trovino impiego nella aziende del territorio. Tra le misure economiche spiccano i bandi per i negozi di vicinato. «Senza sostegno le attività chiudono», riferisce ancora l’amministrazione alanese, «e se non manteniamo i servizi nei piccoli paesi le comunità muoiono».

In provincia si sta lavorando per questo al bando residenzialità, che incentiva economicamente le giovani coppie per consentire loro di vivere nel bellunese e alle piccole realtà come Alano di tornare così un po’ alla volta a ripopolarsi.

Per far sì che ciò accada, secondo i vertici del Comune è però necessario che attorno al tavolo si riuniscano vari interpreti, quali le associazioni di categoria. Per incentivare la natalità però serve altro. «Con le risorse a disposizione, un Comune come Alano può fare poco», spiegano, «perché per quanto i bonus per venire incontro alle famiglie ci siano, non bastano. Deve esserci una politica nazionale che guardi alla montagna con un occhio di riguardo e mi sembra che ciò non si verifichi. Adesso è ora di correre ai ripari: la politica deve muoversi di pari passo con i tempi della realtà. I nostri piccoli Comuni fanno già tanto, ma senza una politica seria non possiamo andare avanti sotto il profilo demografico».

«Dobbiamo lavorare per i giovani», concludono, «per i quali vanno creati dei corsi post diploma che specializzino chi non è magari indirizzato a proseguire gli studi all’università e punta ad inserirsi più rapidamente nel mondo del lavoro. Nel settore turistico ad esempio, formando degli operatori preparati fornendo i supporti necessari per essere concorrenziali con altre realtà». —

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