«A Montericco un museo di arte e storia»

Pieve. Il vice sindaco Coletti spiega gli obiettivi del Comune per la struttura appena recuperata

PIEVE DI CADORE. Il recupero del Forte di Montericco a Pieve di Cadore è stato completato: tra pochi giorni l’impresa che ha eseguito i lavori lo consegnerà ufficialmente all’amministrazione comunale, affinchè lo riempia di contenuti. La struttura è molto grande ed è posta sul colle di Montericco, raggiungibile in cinque minuti a piedi dalla casa natale di Tiziano Vecellio. Dal forte si gode un panorama straordinario, ma la domanda che tutto il Cadore si pone è: cosa ne sarà degli immensi spazi che sono stati recuperati? «La struttura, come previsto dal progetto dell’architetto Girardini, avrà una destinazione culturale», risponde il vice sindaco e presidente della Fondazione Centro Studi Tiziano, Maria Giovanna Coletti. «Sarà un centro culturale importante, tecnologicamente molto avanzato. Tra i vari spazi attrezzati con finalità turistico–culturali che saranno ospitati nel forte di Montericco, ci saranno molti richiami all’arte precedente ai Vecellio e una valorizzazione di tutta l’arte pittorica cadorina. Ci saranno spazi pensati anche per illustrare tutta l’arte locale del dopo Tiziano: non va infatti dimenticato che Pieve e il Cadore non hanno solo Tiziano, ma anche altri artisti moderni che meritano di essere conosciuti. Non sarà una struttura statica, ma impostata sulle tecniche digitali più avanzate. Bisogna infatti partire dalla constatazione che le collezioni d’arte non possono essere “bloccate”, ma devono essere continuamente aggiornate, introducendo le novità del momento».

Oltre alle sale dedicate all’arte, ci saranno anche momenti culturali di altro genere?

«La mia ambizione sarebbe di poter concludere il Centenario della Grande Guerra, nel 1918, offrendo al mondo una rassegna di immagini, luoghi e testimonianze sia fisiche che digitali. L’obiettivo è dare vita a un punto tecnologicamente avanzato, che possa spiegare la storia di quella tragedia anche ai giovani, che sono quelli che maggiormente ne avrebbero bisogno, visto che a scuola il Novecento non ha molti spazi. D’altronde il Forte è nato per la Guerra».

L’intenzione dell’amministrazione è gestire la struttura con forze locali, «seguendo le indicazioni che la Fondazione Cariverona, finanziatrice del recupero del Forte Montericco, ci darà nei prossimi mesi. Sono convinta che tra i nuovi laureati cadorini ci può essere qualcuno interessato a lavorare in una struttura come il Forte di Montericco che sembra fatto apposta per accogliere musei e mostre d’arte».

Vittore Doro

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